Il dolore
Piccioni in piazza scatta la protesta
Cecina, inascoltato il cartello che invita a non dare cibo ai volatili I residenti in zona pensilina e piazza della Libertà preparano una petizione
CECINA. Da giorni ormai quell’angolo di piazza della Libertà è divenuto la loro casa. Eppure, qualcuno ha attaccato con il nastro adesivo un cartello all’albero, e la scritta dice tutto: “Attenzione! Si prega cortesemente di smettere di portare cibo ai piccioni”. Più che sufficiente per capire che i residenti, e non solo loro, sono stufi. E vorrebbero che questa storia finisse, con buona pace degli animalisti e di chi vuole bene agli animali.
Insomma, all’inizio era una voce flebile: ora è divenuta quasi un coro, perché la scena disturba anche il colpo d’occhio. Da sempre, i problemi sono a monte e a valle ci sono le conseguenze. Vediamo perché. Sono settimane che, attorno alla statua inaugurata nel 1978, qualcuno ha avuto la non brillante idea di spezzettare il pane e spargerlo su un rettangolo di prato all’ombra di una pianta per aiutare i piccioni.
I volatili vanno rispettati, d’accordo. A patto che non si rinunci al decoro urbano in nome di chissà cosa. È bastato un attimo perché ne arrivassero a stormi per saltellare, becchettare e, soprattutto, defecare. È sufficiente un giro a qualunque ora del giorno per vederlo.
Ormai è un appuntamento fisso, una consuetudine, quasi un atto dovuto. Basta raggiungere la Pensilina dei pullman in mattinata o nel pomeriggio, attraversare la strada, girare attorno alla vasca e scattare qualche foto con il telefonino per evitare smentite e inutili polemiche. Una macchia semovente composta da decine di piccioni becca ovunque, pure sull’asfalto. Alimentando la rabbia e lo sdegno dei residenti che vorrebbero la cura del verde e degli spazi pubblici, evitando il guano che per forza si forma.
Alla fine, dice qualcuno, è questa la strada verso il degrado. Complimenti vivissimi. «Possibile che nessuno faccia niente?», sbottano inferociti alcuni concittadini. Come se non bastasse, poi, il cibo attira pure i topi, non proprio animali socievoli. Anzi, pericolosi. Pazienza, penserà chi ogni santo giorno porta il pane, intanto pensiamo ai volatili, mica ai ratti. Che, scritto in una parola, si riproducono a velocità notevole. Il resto lo lasciamo immaginare ai lettori. Intanto, il fronte del no aumenta e lagna: «Siccome il cartello incollato all’albero non è servito e i bocconcini aumentano, ci vuole una petizione». È il colmo, ma finirà così.
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