Italia
La comunità islamica condanna gli attentati
Ricevuta in Comune una delegazione, che invita i cecinesi a visitare il centro di via Sant’Antonio
CECINA. E' stato un breve ma significativo incontro quello svoltosi presso la sede comunale di via Landi lunedì mattina dove il sindaco Samuele Lippi ha ricevuto presso il suo ufficio una delegazione della comunità islamica locale che ha come suo riferimento e sede un ex fondo commerciale adibito a sala di preghiera (moschea) nel centro di Cecina - in via Sant'Antonio - da circa tre anni. Per prima cosa gli islamici hanno fermamente condannato l'ultimo degli attentati avvenuti a Nizza, cercando di spiegare «la totale sconnessione tra il "credo islamico" ed il terrorismo cosiddetto "islamico", atrocità compiute da persone che sarebbero di religione islamica e che hanno un'origine etnica araba o più in generale africana». Infatti sembra ormai dato per scontato - hanno spiegato - «nell'opinione pubblica che la parola "Islam" sia un concetto assolutamente negativo, divenuto uno dei mali di questo mondo, mentre in realtà significa "sottomissione a Dio", abbandono della propria persona alla preghiera quotidiana, ricercando continuamente di migliorarsi in tutti gli abiti della propria vita (concetto di "jihad", che non significa "guerra santa"), fede incrollabile nella giustizia, nella pace e nell'esistenza del Dio unico, totale avversione al dominio dell'uomo sull'uomo, visto che l'unico dominatore del creato e delle creature è Dio e gli uomini sono tutti uguali».
L'aspetto fondamentale che gli islamici si sono auspicati è quello che il centro di via Sant'Antonio divenga un concreto punto di riferimento per la città riguardo tutto ciò che possa toccare per i più disparati motivi la "cosa islamica", partendo quindi dalla più ampia e dibattuta questione del dialogo. Infatti «la moschea è aperta a tutti i cecinesi "incuriositi": per accedervi - dicono in una nota - basta darsi un appuntamento, presentarsi con abiti decorosi e togliersi le scarpe. A tal proposito sarebbe bello coinvolgere anche gli istituti scolastici e le varie associazioni del territorio. Il primo cittadino non ha nascosto le sue preoccupazioni riguardo a quanto accaduto negli ultimi mesi a livello internazionale e le sue perplessità per quanto ciò possa essere effettivamente ricollegato al credo islamico, dando comunque piena disponibilità a costruire un confronto ed un dialogo costante con la comunità locale, prendendo atto di tale necessità che interessa tutta la cittadinanza che egli rappresenta».
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