Attenzione
«Alle 16 non si apre più» Proteste per il mercato
Alcuni negozianti di corso Matteotti segnalano ritardi nello sgombero dei banchi Strada transennata. E c’è chi denuncia: «Se succede qualcosa soccorsi difficili»
CECINA. L'estate porta con sé caos e ritardi. Disagi e malumori. Non in spiaggia ma al mercato. Sono diversi i commercianti, insieme ai cittadini, che lamentano un'assenza di organizzazione e il mancato rispetto degli orari di sgombero da parte dei titolari dei banchi durante la bella stagione.
Quando, cioè, si passa più tempo fuori. E quando qualche operatore ne approfitta per andare oltre l'orario stabilito e fare gli ultimi affari, ritardano le operazioni di pulizia e con esse la riapertura delle strade al transito delle auto. A scapito dei commercianti, che alle 16, orario di riapertura pomeridiana delle attività, trovano ancora le strade transennate e non riescono a «lavorare come gli altri giorni. Il nostro lavoro viene bloccato ormai ogni martedì, non possiamo ricevere né clienti né fornitori - spiega Antonino Di Bella, titolare di Buffetti - perché non riesco mai ad aprire alle 16. Il tutto dopo una mattinata morta, circondati da camion e banchi, tanto che a volte preferisco chiudere in anticipo».
Opinione condivisa dai residenti, che per consentire le operazioni del martedì, non possono lasciare l'auto nelle zone di mercato. Come Fabrizio Ercoli, residente in via gori, che conferma come «d'estate lavorano un po' di più quelli del mercato mentre d'inverno vanno via anche prima e quindi alle 15 è già tutto pulito. D'estate è comprensibile che l'orario si allunghi ma, come conseguenza, arrivano i disagi, aggiunti al fatto di non poter parcheggiare le auto in zona la notte precedente al mercato». A ricordare che le operazioni di sgombero dovrebbe iniziare alle 13 è anche il titolare di Amplifon, Gianfranco Cocco, «cosa che però non succede mai, anzi si protrae fino alle 14.30 in alcuni casi. Il problema non è della ditta che fa le pulizie, anzi, il personale è sempre molto disponibile e gentile, ma di coloro che tardano a ritirare i banchi».
Nel momento in cui ci sono degli orari stabiliti e ordinanze da rispettare, che impongono una chiusura dei banchi, così come per i negozi, ad determinato orario, esistono anche gli strumenti necessari a farle rispettare. «Io ho parlato con la polizia municipale - sottolinea Antonino Di Bella - e la risposta che ho sempre ricevuto è che la strada è ancora chiusa perché tardano ad andare via con i banchi e loro non possono mandarli via. Qualcuno deve farlo però. Ho anche parlato con il sindaco, mi ha detto che avrebbe fatto in modo di accelerare i lavori di ripristino ma nulla è cambiato». E a chi spetta far rispettare gli orari e sanzionare qualora questo non accada è la domanda che si pongono commercianti e residenti, che accendono la luce anche su un altro aspetto della vicenda. La questione sicurezza. «Io abito in via Gori - sottolinea Fabrizio Ercoli- e se dovesse succedere qualcosa non credo che ci sia modo e tempo per prestare i necessari soccorsi». L'impressione generale e la paura di commercianti e residenti è che le strade siano troppo ostruite da camion e banchi per consentire l'accesso ai mezzi di soccorso, qualora questo si renda necessario.
Leondina Marulli
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