Il Tirreno

con un accademico di istanbul

Si parla di Turchia e di terrorismo al meeting dell’Arci

Si parla di Turchia e di terrorismo al meeting dell’Arci

CECINA. L'attualità è entrata con forza all'interno del dibattito aperto dal meeting internazionale antirazzista. L'occasione è stata offerta dall'incontro di ieri, sabato 16, “Le nuove guerre. Come...

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CECINA. L'attualità è entrata con forza all'interno del dibattito aperto dal meeting internazionale antirazzista. L'occasione è stata offerta dall'incontro di ieri, sabato 16, “Le nuove guerre. Come si modificano e come si strutturano”. Tra i relatori Alphan Tuncer accademico di Istanbul, esperto di Turchia, Medioriente e relazioni fra Europa e Medioriente, per il quale il fallimento del colpo di stato, tentato dai militari turchi, da un lato «ha rafforzato la posizione del presidente Erdogan, dall'altro offre uno spunto di riflessione per capire i precedenti colpi di Stato che hanno attraversato gli ultimi tre decenni della storia turca». Un punto di vista che punta il dito sulle divisioni e sulle correnti politiche interne alla forza armata turca, su un blocco che non è affatto un monolite. «Il fatto che una parte dell'esercito abbia bombardato le stazioni di polizia ad Ankara e sia andato a colpire - racconta Tuncer - l'hotel in cui era in vacanza il presidente, la dice lunga anche sulle teorie cospirazioniste. Non capisco cosa ci guadagnerebbero quei militari, passerebbero la vita in prigione. Lui è il presidente eletto e senza dubbio ne è uscito rafforzato: si tratta di un'occasione populista ghiotta, considerato che il suo consenso era in calo negli ultimi tempi». La presenza di Tuncer al meeting riporta, ad ogni modo, la riflessione sui fenomeni migratori: la Turchia, infatti, ospita oltre 3 milioni di profughi. La via d'uscita risiede, secondo Tuncer, nel riappropriarsi dei valori fondanti propri dell'Unione europea, primi fra tutti il diritto d'asilo e di accoglienza.

Tutte queste sono voci, trascorsi e percorsi, personali e professionali, che hanno accompagnato i cinque giorni del meeting internazionale antirazzista. Oggi, domenica 17, ultima occasione per fornire uno spaccato sul tema dell'immigrazione e delle politiche di accoglienza locali, nazionali e internazionali. Anche questa una giornata, fitta di appuntamenti, che inizia alle 10 con una riflessione sulla “Carta di San Gimignano” e sulla condizione dei minori profughi in Italia e nel mondo e sulle rotte delle migrazioni minorili, iniziato all'interno dell'esperienza di "Circomondo", che prosegue con il supporto del Comune di San Gimignano. Quasi contemporaneamente, alle 10.30, una riflessione tutta interna all'Arci: “La piena cittadinanza dentro i circoli. Un percorso e un sistema da costruire partendo dai servizi e dalle occasioni di socialità”.

Alle 16, ultima sessione di dibattiti con un primo incontro dedicato al Partenariato Transatlantico in materia di commercio e investimenti (TTIP) e alle 18 presentazione del libro 'L'Italia siamo noi', di Jacopo Storni. Chiusura in musica il duo Fanfara Station feat Ghiaccioli & Branzini, Amanda e gli uomini elettrici e i Giorgieness.

Leondina Marulli

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