Il Tirreno

Variante Aurelia, code per lo sciagurato cantiere: cane muore stremato dal caldo

di Manolo Morandini
Il serpentone di auto in coda (foto Michele Falorni/Silvi)
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Il serpentone di auto in coda (foto Michele Falorni/Silvi)

I lavori estivi su un tratto di strada da Donoratico e Cecina scatenato file chilometriche: traffico in crisi, code e disagi lungo la costa

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CECINA. Vallo a spiegare a chi ha mancato l’appuntamento con la nave per l’isola d’Elba o l’imbarco per il volo in partenza dall’aeroporto di Pisa. A chi si è fatto ore sotto il caldo riflesso dall’asfalto malconcio della Variante Aurelia pur di raggiungere il mare. A chi c’ha perso l’auto, almeno due i veicoli segnalati che non hanno retto alle sollecitazioni di ore a passo di lumaca. Si racconta anche del cane di una famiglia belga stremato dal caldo e dalle ore in auto. «Vedevo che provavano a rinfrescarlo con l’acqua – dice un testimone – La loro auto per parecchio tempo mi ha affiancato. Poi il boxer non ce l’ha fatta ed è morto».

Serviva un test? Eccolo. Il 16 luglio ha rivelato in tutta la sua gravità la scelta di aprire un cantiere sull’unica direttrice a scorrimento veloce della costa nelle settimane clou dell’estate. Con la carreggiata nord chiusa tra lo svincolo di Donoratico e Cecina sud e il doppio senso di marcia sull’altra. La Variante in tilt e la viabilità secondaria congestionata.

Disagi a non finire e un sospiro di sollievo. Non si registrano emergenze con ambulanze o altri mezzi di soccorso rimasti imbottigliati nel caos delle auto. Anas non arretra. Ed ormai non sarebbe più possibile. La mattina dell’11 luglio mentre si discute in questura dell’apertura del cantiere e nelle ore successive in prefettura i lavori sono già iniziati. Lo strato di asfalto nei giorni successivi è già stato rimosso, arrivando a livello della massicciata. Da lì non si passa. Nonostante l’evidenza dei guasti provocati da quei lavori che avrebbero dovuto concludersi l’11 agosto e che dopo le proteste dei sindaci e la mediazione della prefettura termineranno il 28 luglio.

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La cronaca della giornata si misura in chilometri. Dai venti delle ore di massimo traffico, nel mattino e anche nel primo pomeriggio ai sei sul fare della sera. Con le code maggiori nella direzione sud, dall’uscita del casello autostradale di San Pietro in Palazzi. Problemi anche per chi ha viaggiato in direzione contraria. In questo caso i serpentoni di auto hanno raggiunto i dieci chilometri. «Sono partito da Piombino alle 16,45 per arrivare alle 18,05 a un chilometro dallo svincolo di Cecina sud», racconta un automobilista.

La viabilità di cantiere alla prova dell’esodo estivo non regge. Al punto che l’ingorgo è divenuto talmente ingestibile nelle prime ore del pomeriggio che per far defluire le auto si è resa necessaria una misura straordinaria. Per oltre un’ora in direzione sud si è tornati a marciare su due corsie mentre chi muoveva verso nord è stata costretto a imboccare l’uscita obbligatoria di Donoratico per poi riprendere la quattro corsie dallo svincolo della California. Il tutto non prima di aver affrontato altri ingorghi sulla Vecchia Aurelia.

«Le forze di polizia sono impegnate e lo saranno anche di domenica per dare assistenza agli automobilisti e ridurre i disagi – affermano dalla Prefettura di Livorno –. Ci scusiamo con i cittadini e gli utenti che invitiamo a tenersi informati sullo stato della situazione prima di mettersi in viaggio». Hanno un bel da fare le forze dell’ordine e gli agenti delle polizie municipali di San Vincenzo, Castagneto Carducci, Bibbona e Cecina. I sindaci dei quattro Comuni trovano conferma alla loro previsione. «È un delirio», tagliano corto.

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