Lutto
Pericolo a nord del Seggio nuovo appello dei bagnini
Castagneto Carducci, tre persone recuperate in mare in balia della corrente La zona è priva di postazione di salvamento, quella più vicina è a 500 metri
CASTAGNETO CARDUCCI. Nuovo allarme sicurezza sulle spiagge di Marina di Castagneto. Salvataggio a nord del torrente Seggio, in corrispondenza dealla spiaggia dei cani, una zona non coperta dal servizio di salvataggio della cooperativa Promozione sociale. Dove, per fortuna è riuscito ad intervenire il bagnino confinante. Una carenza che secondo il presidente Marco Maielli va coperta per evitare che si ripetano episodi come quello di 11 anni fa, in cui trovò la morte il senegalese Cheikh Sarr, tuffatosi per salvare n bagnante in difficoltà, proprio in quella zona, sprovvista di controllo diretto. «L'intervento di un bagnino ben oltre la sua zona di responsabilità – dice Maielli – riaccende la polemica sulla difficoltà a trovare le risorse pubbliche necessarie ad estendere e comprendere anche la spiaggia dei cani all’interno del Piano collettivo di salvataggio».
Il 13 luglio a circa 500 metri dall’ultima postazione di salvataggio in difficoltà un bagnante in balia delle forti correnti, e altri «due “generosi” bagnanti che si sono prodigati per tentare di aiutarlo finendo a loro volta in pericolo. Solo la prontezza di un bagnino, Giacomo Landi, con il supporto del bagnino Antonio Abruzzese incurante delle aree di competenza, ha fatto in modo che la vicenda si concludesse senza conseguenze irrimediabili».
A prescindere dall’episodio «si dimostra ancora una volta la necessità di sostituire, con una sorveglianza attiva, garantita da un bagnino abilitato, i cartelli esistenti che, se da un lato declinano le amministrazioni da ogni responsabilità legale – conclude il presidente Maielli -, indicando il pericolo di balneazione dovuto alla mancanza di sorveglianza, dall’altro mettono in pericolo reale quei “buoni samaritani” e giovani bagnini che seppur operativi a centinaia di metri di distanza non possono per integrità morale e professionale astenersi dall’intervenire».
Il bagnino Giacomo Landi ricostruisce quegli attimi. «Il salvataggio è avvenuto fuori della mia zona di competenza – dice – sono stato allertato da un bagnante a causa dell’enorme distanza a cui si stava avvenendo il fatto dalla mia postazione. Il recupero è stato molto difficoltoso: altri bagnanti si sono tuffati per tentare il recupero, divenendo loro stessi potenziali persone in pericolo. Ed è la stessa dinamica capitata con Cheikh Sarr 11 anni fa». Che aggiunge: «Essendo solo e in un punto privo di attrezzature è stato un caso fortuito che sono riuscito con un collega ad uscire dall’acqua. Lui dalla postazione 2 si è tuffato con l’ausilio del rullo corda, portando a riva l’ultima persona in pericolo. Questo tratto di spiaggia dovrebbe essere sempre provvisto di bagnino e attrezzature idonee visto la pericolosità, con una presenza ulteriore avremmo potuto evitare di correre rischi, mettendo in pericolo la nostra e la vita dei bagnanti».
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