Sicurezza
L’effetto “Brexit” nell’Unione
Montescudaio, la presidente Fedeli difende il progetto: «Governare insieme porta tanti vantaggi»
MONTESCUDAIO. Guardistallo e Casale hanno formalizzato l’uscita dall’Unione dei colli marittimi pisani. Delle tre amministrazioni rimaste dopo la locale “Brexit” presto resterà soltanto un sindaco eletto, quello di Montescudaio. Dopo la sconfitta nel referendum per la fusione tra Castellina e Riparbella, infatti, Federico Lucchesi si è già dimesso e il suo posto, presto, sarà preso da un commissario prefettizio. Stessa decisione presa, anche se non ancora formalizzata, dal collega riparbellino Renzo Fantini.
Rimasta praticamente sola, la sindaca di Montescudaio e presidente dell’Unione Simona Fedeli, però, non cede e nel consiglio tenutosi a Riparbella il 14 luglio, in un lungo intervento, oltre a spiegare le conseguenze del recesso dei Comuni fuoriusciti e la riorganizzazione dei servizi, difende la scelta di aver creduto nel percorso associativo, accusando i colleghi che, al contrario, hanno preferito abbandonare l’unione. «Ci sono stati e ci saranno tanti vantaggi nel governare insieme – ha spiegato Fedeli –. Chi distrugge questo castello se ne dovrà prendere le responsabilità perché comunque, al di là di tutto, in questi anni sono arrivate molte risorse da Stato e Regione per questi piccoli comuni che ci hanno permesso di mantenere culturalmente vivi i nostri paesi con servizi ancora di buona qualità e senza aumentare la pressione fiscale».
Nel lungo intervento Fedeli non si è limitata alle parole, ma ha snocciolato dati e numeri a sostegno della sua tesi. Si va dal milione e 851.000 euro ottenuti dai conferimenti di Stato e Regione in un quadriennio, passando per vari contributi per servizi di volontariato, piano regolatori integrati e pianificazione urbanistica per almeno altri 200.000 euro. «Rinunciare a questi benefici economici a mio avviso è folle, è una mancata crescita anche culturale – spiega la sindaca montescudaina –. Il percorso dell’Unione è stato articolato e complesso. Non sono stati anni amministrativamente facili e forse i cittadini hanno percepito alcuni svantaggi dovuti al decentramento dei servizi, ma ritengo che tale percezione sia stata ampiamente ripagata dal mantenimento e dalla qualità dei servizi stessi e dal contenimento della pressione fiscale. Chi tra i miei colleghi ha creduto nel sistema ha lavorato assiduamente per farlo funzionare. Chi non ci ha creduto per distruggerlo lo ha fatto pezzo dopo pezzo, come i pezzi di un puzzle».
E qui Fedeli riporta i dati delle presenze dei sindaci alle giunte dell’Unione, con Ceccarelli e Burchianti al top delle percentuali di assenze tra il 25 e il 30%. «L’Unione ai sensi dello statuto vigente resta in piedi a tutto il 2017 – ha concluso Fedeli –. Con le elezioni della prossima primavera le nuove amministrazioni decideranno come continuare il loro percorso amministrativo». Quella di Fedeli è una comunicazione. E la forma è il rappresentante delle opposizioni Alessandro Lucibello Piani a farla rilevare. Dopo la lettura. Una volta chiamato a discutere il documento dichiara di non poterlo fare perché il regolamento non glielo permette. E con l’impegno di farlo nel momento in cui Fedeli presenterà una mozione o ordine del giorno abbandona l’aula.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
