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Liquami in mare c’è il divieto di balneazione

Liquami in mare c’è il divieto di balneazione

San Vincenzo, guasto alla stazione di depurazione La Valle Oggi i nuovi campionamenti dell’acqua da parte di Arpat

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SAN VINCENZO. Un guasto meccanico al depuratore La Valle. È questa la causa dello sversamento di liquami in mare rilevato da Arpat l’11 luglio nell’ambito dei controlli routinari nel punto di prelievo “Centro nord”. I tecnici hanno accertato valori di escherichia coli circa quattro volte superiori ai limiti di legge e di enterococchi intestinali nell’ordine di cinque volte.

«In merito al temporaneo divieto di balneazione emesso con ordinanza del sindaco di San Vincenzo, in seguito al controllo programmato effettuato da Arpat nella giornata di lunedì 11 luglio, nel tardo pomeriggio di domenica 10 si è verificato al depuratore La Valle di San Vincenzo, dotato di condotta sottomarina, un guasto meccanico a una delle componenti primarie dello stesso che ne ha compromesso in parte il normale funzionamento». Così Asa chiarisce l’origine dello sversamento.

La riparazione è stata conclusa dai tecnici Asa la mattina del 12 luglio. «Subito dopo è stato ripristinato il corretto funzionamento dell'intero sistema di depurazione – affermano dal quartier generale Asa –. Il superamento dei parametri rilevati da Arpat previsti per la balneabilità, è stato quindi estremamente circoscritto e di breve durata, ma ha costretto il sindaco in via precauzionale per la massima salvaguardia della salute a emettere un’ordinanza di divieto di balneazione limitatamente all’area interessata». Questi i dati rilevati da Arpat: escherichia coli maggiori di 2005 mpn/100 ml a fronte di una soglia di legge di 500 ed enterococchi intestinali superiori a 2005 mpn/100 ml rispetto al limite di 200.

«Tutte le verifiche di funzionamento dell’impianto effettuate dai tecnici specializzati Asa, ripetute anche il 13 luglio, hanno dato esito positivo tanto da far ritenere che ci sia il pieno rientro di tutti i parametri». Questa mattina sono previsti i nuovi campionamenti da parte di Arpat per le contro analisi di verifica, salvo condizioni meteo avverse, con i risultati che dovrebbero arrivare entro 48 ore. Qualora le contro analisi confermassero il rispetto dei parametri previsti dalla legge, il sindaco revocherà l’ordinanza.

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