Sicurezza
Caro-energia, la Cgil contro Solvay
Rosignano, il coordinatore Musto: «A maggio scade il Cip6, e ancora manca una soluzione. A rischio tutto il parco industriale»
ROSIGNANO. «Se il Governo non prende una decisione veloce sul costo del vapore, va a mettere in discussione il futuro dell’intero parco industriale Solvay». Il messaggio è forte e chiaro, ed arriva dalla Cgil. Fabrizio Musto, coordinatore della Cgil per la Bassa val di Cecina, ci gira poco intorno, e ricorda una scadenza cruciale non solo per il futuro dello stabilimento chimico, ma di tutte le realtà produttive insediate all’interno.
«L’urgenza da risolvere - spiega Musto - è quella riguardante il costo del vapore. Circa un anno fa durante un’iniziativa voluta da Solvay al teatro, alla quale ha preso parte anche il presidente Rossi, sembrava che il problema fosse praticamente risolto. Invece non è così». Musto ricorda che nel maggio del 2017 scadrà, infatti, il Cip 6, ossia la delibera ministeriale che prevede sconti sull’approvvigionamento dell’energia elettrica. «Ad oggi - prosegue il coordinatore zonale della Cgil - non abbiamo alcun segnale che il problema verrà risolto, e se accadesse questo sarebbe catastrofico per l’intero parco industriale». Non solo, Musto fa notare che la Cgil «ha rivolto le proprie richieste al Governo, chiedendo una soluzione in tempi brevissimi, mentre la direzione di Solvay di fatto ha estromesso le organizzazioni sindacali da questa partita». E non si tratta certo di una mania di protagonismo. «In altre situazioni di difficoltà, prosegue il coordinatore della Cgil - abbiamo dato risposte importanti a Solvay, per San carlo o Ponteginori, su questa vicenda invece i sindacati sono esclusi. Ad oggi non ci sono notizie ufficiali, ma a noi interessa il consolidamento industriale sul territorio».
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Un consolidamento che però, secondo la Cgil, non deve in alcun modo passare attraverso il progetto del rigassificatore presentato da Edison. «Il piano - taglia corto Musto - a noi non è mai stato presentato ufficialmente né da Edison né da Solvay, e da quello che abbiamo appreso siamo contrari dato che si tratta di un progetto esclusivamente commerciale e non industriale. Comunque la Rsu Filctem e le organizzazioni di categoria hanno incontrato Edison spiegando che avremmo chiesto alle istituzioni se c’era la possibilità di un progetto industriale, che prevedesse risanamento ambientale e sviluppo dell’occupazione. Dato che dopo una serie di incontri ciò si è dimostrato non perseguibile, ribadiamo la nostra contrarietà al rigassificatore di Edison».
La Cgil sottolinea invece l’importanza di concretizzare l’Accordo di programma. «Favorisce nuovi investimenti - insiste Musto -, ecco perché non si deve tirare per le lunghe la vicenda del costo dell’energia».
La Cgil della Bassa val di Cecina si scaglia anche contro la politica locale. E lo fa riguardo alla Carta dei diritti, per la cui riscrittura la Cgil è stata promotrice di una petizione per un referendum. «Nella provincia - spiega Musto - abbiamo raccolto circa 8mila firme, e adesso la raccolta continua fino al 29 settembre, per la proposta di legge popolare. Ecco, vista l’importanza del tema, avevamo chiesto incontri ai capigruppo del consiglio comunale di Rosignano così come ai rappresentanti e alle segreterie di partito. La cosa è andata avanti nel generale disinteresse della politica. Nessuno si è fatto vivo, ciò è molto grave anche perché denota una mancanza di confronto con i bisogni dei cittadini, che invece hanno dato una risposta molto positiva».
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