Finanza
Stop al giro di droga sulla provinciale
La centrale dello spaccio di cocaina e hashish era nei boschi a lato della strada che collega San Vincenzo a Campiglia
CECINA. Un romanzo criminale in tre capitoli. Un fiume di polvere bianca e hashish. Trentanove persone iscritte nel registro degli indagati, di cui 20 arrestati, 47 consumatori segnalati al prefetto e cospicui quantitativi di cocaina sequestrati. Tre anni di indagini serrate, con il nome convenzionale “Occhi nel bosco”, a cura del nucleo operativo della compagnia dei carabinieri di Piombino, coordinate dal pubblico ministero Daniele Rosa, confinate in un fazzoletto di pochi chilometri quadrati. Nel bosco che costeggia la strada provinciale che da San Vincenzo porta a Campiglia Marittima. Una piazzola dello spaccio particolarmente redditizia. Dove nel tempo gli arrestati sono sempre stati rimpiazzati. Adesso è vuota ma chissà per quanto lo rimarrà. Gli spacciatori arrestati a luglio 2015 furono rimpiazzati nel giro di tre settimane.
Capitolo tre. La terza parte dell’indagine ha preso il via un anno fa e ha portato a sette misure cautelati e dieci indagati, smantellando di fatto un’organizzazione di magrebini specializzata nel traffico di cocaina e hashish che operava nella Val di Cornia. Il giudice per le indagini preliminari Beatrice Dani per tutti e sette i colpiti da misura cautelare ha ritenuto sussistere il concorso nel reato di spaccio non solo nei singoli atti di cessione realizzati dai magrebini, che comunque garantivano al gruppo proficui guadagni, quanto piuttosto per l’attività strutturata dell’organizzazione.
Denunciate a piede libero altre 10 persone per il reato anche di favoreggiamento personale nonché 17 soggetti segnalati al prefetto in quanto assuntori di sostanze stupefacenti.
I provvedimenti. A Pontedera è stato arrestato Mokamid Jarmouni, 26 anni, trasferito al carcere di Pisa, e Ahmed Hakim, per quest’ultimo è scattato l’obbligo di dimora a Pontedera. A Ribolla è stato arrestato El Bachir Jarmouni, 47anni attualmente ai domiciliari nella propria abitazione. Mentre l’ordinanza degli arresti domiciliari ad Antonio Torricelli, 27 anni residente a San Vincenzo, gli è stata notificata in carcere a Livorno, dove è detenuto per altra causa. Sono, invece, in corso le ricerche degli altri tre soggetti magrebini, in Italia senza fissa dimora, colpiti dal provvedimento giudiziario ma irreperibili.
L’indagine. Ai carabinieri del nucleo operativo di Piombino è stato sufficiente seguire per alcuni giorni il cliente più assiduo e regolare negli orari di acquisto della droga. Un nuovo gruppo di magrebini ad appena tre settimane dagli arresti scattati a luglio 2015 si era insediato nella piazzola a lato della strada provinciale 20 che collega San Vincenzo a Campiglia Marittima.
Inizia così un anno fa l’indagine con la stessa denominazione delle due precedenti, convenzionalmente chiamata “Occhi nel bosco”. I nuovi spacciatori al contrario dei loro predecessori vendevano cocaina e hashish esclusivamente di notte e intorno alle 4 del mattino facevano rientro nelle loro abitazioni, distanti anche 70 chilometri, per evitare la sorte dei loro predecessori che dormivano in una tenda nel bosco e vennero arrestati dai carabinieri una notte nel corso del tragitto dal luogo di spaccio al bivacco.
I pedinamenti. Gli ultimi mesi del 2015 sono serviti a identificare con certezza il gruppo di magrebini nelle giornate lontane dal luogo di spaccio. Dall’uscita di una lavanderia a gettoni di Grosseto all’esterno della macelleria islamica di Donoratico. Seguiti anche nei loro viaggi di rientro dal luogo di spaccio. Uno è stato seguito fino all’interno di un lussuoso agriturismo mentre era in vacanza con la fidanzata, anche lei nord africana.
Una sorta di puzzle fotografico che ha preso forma all’inizio del 2016 e definito i volti del gruppo criminale. Una presenza quotidiana sul luogo di spaccio dove i criminali si alternavano, facendo pause di più giorni.
Chi compra. Una sera dello scorso gennaio i carabinieri dopo avere sentito l’acquirente urlare al proprio spacciatore dalla macchina “40 di coca e 20 di fumo” si misero all’inseguimento del giovane consumatore rinvenendo nell’abitacolo dell’auto quanto poco acquistato.
Le settimane successive sono seguiti altri controlli e numerosi sequestri di stupefacente. L’operazione che ha permesso di dare vita a un corposo dossier. Gli acquirenti, non più di 15 a serata, hanno un’età compresa tra i 19 e i 60 anni. Una platea in cui si va dallo studente al disoccupato, dall’imprenditore al libero professionista.
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