Il Tirreno

Cantieri sulla Variante, i sindaci lanciano l’Sos

di Manolo Morandini
Il tratto della Variante Aurelia interessato  dal cantiere Anas
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Il tratto della Variante Aurelia interessato dal cantiere Anas

Un summit in Questura e uno dal Prefetto, ma il cantiere Anas è già attivo. L’azienda pronta a stringere i tempi per completare i lavori il 28 luglio

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CECINA. Si marcia a 20 chilometri all’ora. Quando non si sta fermi. Ed il cantiere allestito in tutta fretta da Anas è lì solo da poche ore. Il pomeriggio dell’11 luglio si ha già un assaggio di quel che accadrà nelle prossime settimane. Rallentamenti. Lunghe code nei giorni di esodo dei turisti. E sconfinamenti dei disagi anche nella viabilità secondaria che non risparmieranno nessuno dei comuni attraversati dalla Variante Aurelia nel tratto compreso tra Cecina e San Vincenzo. Il tutto deciso senza alcuna concertazione con i sindaci. E con i referenti delle polizie municipali convocati in Questura la stessa mattina in cui si è allestito il cantiere per avvisarli di prepararsi alla gestione del traffico sulle strade secondarie e ad eventuali provvedimenti in caso di incidente. La rabbia è tanta e nel primo pomeriggio i primi cittadini bussano alla porta del Prefetto. Il risultato, rispetto a un cantiere che avrebbe dovuto interessare la Variante fino all’11 agosto, è la concessione di Anas di stringere i tempi e terminare i lavori entro il 28 luglio. Ma ai sindaci non basta.

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«In relazione a quanto richiesto, i lavori di risanamento profondo delle pavimentazioni stradali sulla statale 1 Aurelia saranno intensificate, prevedendo turni di lavoro più lunghi, con l’obiettivo di concludere le attività entro il 28 luglio – affermano dal quartier generale Anas –. La nuova programmazione dei lavori è stata concordata nella riunione presso la Prefettura di Livorno, alla luce delle possibili criticità alla circolazione stradale derivanti dal cantiere». Più che possibili le criticità sono una certezza. Al punto che i sindaci Samuele Lippi di Cecina, Massimo Fedeli di Bibbona, Sandra Scarpellini di Castagneto Carducci e Alessandro Bandini di San Vincenzo si sono dati appuntamento nella zona del cantiere per mettere a punto un documento da spedire ad Anas e alle autorità interessate, dalla Regione al ministero dei Trasporti.

L’unica arteria a scorrimento veloce della costa intasata dai lavori nei giorni in cui è chiamata a smaltire il traffico dei veicoli che si riversano sulla costa. Anas ha deciso che dall’11 luglio all’11 agosto tra gli svincoli di Donoratico e Cecina sud “sarà provvisoriamente chiusa la carreggiata in direzione Livorno, con transito consentito a doppio senso di marcia in carreggiata opposta”, il tutto per la posa di nuovo asfalto drenante in un tratto rovinato e usurato di circa 3,6 chilometri.

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«Anas, che ha finalmente preso in considerazione la riqualificazione di stralci della nostra Variante Aurelia, sta realizzando tutto ciò nel periodo peggiore e nel modo peggiore – si legge nel documento dei sindaci –. Il tutto deciso da funzionari dipendenti di società controllate dallo Stato e quindi pubbliche, che hanno valutato l’intervento in maniera meramente burocratica, senza considerare cosa significa chiudere l’unica strada di collegamento costiero della Toscana nelle 4 settimane su 6 di alta stagione, in cui si muovono migliaia e migliaia di veicoli e turisti. Senza parlare dei risvolti negativi che l’operazione ha per l’economia del territorio».

Si sottolinea il prezioso intervento del Prefetto di Livorno e i prossimi passi. La richiesta di aiuto alla Regione Toscana e l’interessamento del Ministero dei Trasporti. «Se gli interventi non hanno seguito una procedura d’urgenza perché non rimandare a settembre? – chiedono i primi cittadini delle municipalità investite dai disagi del cantiere – Se si fosse tenuto in considerazione come già adesso il Corridoio tirrenico sia in affanno e delle proiezioni sulle criticità estive segnalate dalla Società autostrade certamente Anas non avrebbe dovuto fare questa scelta». E sottolineano: «Ci chiediamo come sia possibile che una società, con socio unico il Ministero dell’Economia e delle finanze, seppur di diritto privato, possa emettere un’ordinanza che condiziona territori, economie e popolazione, senza un minimo confronto preventivo con le amministrazioni interessate».

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