Il Tirreno

«Nessuno cura il rettilineo della morte»

«Nessuno cura il rettilineo della morte»

Dopo lo scontro in cui hanno perso la vita Valerio Bientinesi e Talla Diop, sale la polemica. Creatini: «Più manutenzione»

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VADA. «Quel tratto di strada tra Vada e il ponte Tripesce è un vero pericolo per tutti». Comincia così la riflessione di Roberto Creatini, presidente della Pro Loco vadese, dopo il tragico incidente di sabato scorso in cui hanno perso la vita il 36enne rosignanese Valerio Bientinesi e Talla Diop, senegalese di 58 anni che in sella alla sua bicicletta stava rientrando verso l’edificio a ridosso del ponte del Tripesce, dove viveva con alcuni connazionali.

In molti dopo lo scontro mortale di sabato mattina polemizzano sulla scarsa sicurezza di quel tratto di vecchia via Aurelia, un rettilineo che unisce Vada a San Pietro in Palazzi e che viene percorso da elevati flussi di auto. Strisce laterali e di mezzeria scarsamente visibili perché ormai stinte, e illuminazione pubblica pressoché inesistente che certo non aiuta durante le ore notturne.

Creatini dà l’allarme e ribadisce l’importanza della messa in sicurezza di un’arteria viaria fondamentale per residenti e turisti. «Quei tre chilometri di vecchia Aurelia - prosegue il presidente Pro Loco - hanno tre enti proprietari, il primo tratto tra l'abitato sud di Vada e il ponte dei fichi è di competenza del Comune di Rosignano, mentre il secondo tratto tra il ponte dei fichi ed il cavalcavia del Tripesce è di competenza della Provincia; dopo il cavalcavia del Tripesce fino all'abitato di San Pietro in Palazzi è di competenza del Comune di Cecina. Tre chilometri di vecchia Aurelia con tre enti competenti: morale della favola detta strada, almeno nei due tratti da Vada al Tripesce sembra non essere di nessuno».

Creatini entra nel dettaglio, e descrive le condizioni della strada: «Nessuna manutenzione, nessuna segnaletica orizzontale che delimiti le corsie, il centro strada, le banchine, nessuna manutenzione delle banchine e fosse laterali e l'erba, le canne e gli arbusti crescono rigogliosi invadendo anche la sede stradale».

La comunità piange Valerio Bientinesi, appassionato di moto tanto da essere uno dei fondatori del Motoclub Bikers del Tirreno con sede al bar “Il Poggetto” a Vada, il cui funerale si tiene oggi alle 16,30 a Orciano (paese di origine della famiglia), e Talla Diop il venditore ambulante dal grande sorriso che negli anni era divenuto amico di tutti lungo le spiagge. E in molti si interrogano su come poter migliorare le condizioni di strade dove troppo spesso avvengono scontri mortali. Creatini insiste chiedendo la messa in sicurezza del rettilineo tra Vada e Palazzi, e spiegando che «il primo tratto della vecchia Aurelia tra l'abitato di Vada e il ponte dei fichi è stretto, senza banchine, e con un via vai di ragazzi e gente a piedi che dalle case coloniche raggiungono il paese; zone abitate da numerosi extra comunitari che spesso non ha né auto né biciclette o moto efficienti e percorrono anche di sera e di notte completamente al buio (non vi è alcuna illuminazione). Le due arterie che a sud si immettono sull’Aurelia (via del Novanta al Casone e via di Vallescaia più a sud) sono arterie di notevole traffico specie estivo perché da esse si accede alle zone a mare, ai campeggi e fino a Cecina Mare».

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