Toscana
La fontana butta polemiche rimosse le palline colorate
San Vincenzo, tolta dopo giorni l’installazione e la pubblicità della gelateria Il titolare del locale si difende e illustra il progetto di inglobarla nel suo locale
SAN VINCENZO. Palline colorate, un paio di canestri. Due paperelle. E un maxi cono gelato in cartonato con l’insegna del locale. Il tutto addossato alla fontana all’ingresso sud della zona blu di San Vincenzo. Un gioco a disposizione dei bambini, in una piazza senz’anima. Così si giustifica il titolare della gelateria bar La Fontana che ha preso l’iniziativa. Un pugno in un occhio per chi considera quello spazio se non un monumento un arredo urbano.
Ad immortalare e sollevare il problema è il consigliere d’opposizione di Siamo San Vincenzo Luca Cosimi. Scatta una foto e lancia il tema sui canali social: «Monumento pubblico pagato con i soldi dei contribuenti. Da cittadino sono indignato». E subito sfugge la prospettiva. In tanti si schierano e seguono il filo delle simpatie smarrendo il bandolo della questione. Il titolare del locale Davide Chicca incassa vari attestati di solidarietà. Altri arrivano al nodo: quella fontana bella o brutta che sia è uno spazio pubblico. Anche affrontando la questione in chiave decoro il problema resta. Chicca segnala a più riprese e foto alla mano che della fontana non se ne cura nessuno, datempo. E rivendica lo spirito dell’iniziativa.
Inutile far notare che se di pulizia si tratta c’è da richiamare all’ordine l’amministrazione comunale. «Dalla maggioranza nessuno ha preso posizione», sottolinea Cosimi. Anzi l’impressione è che non volesse accorgersi di ciò che si stava consumando all’ingresso sud della zona pedonale.
La novità la annuncia il signor Chicca con un cartello a chi era solito fermarsi per tentare di fare canestro lanciando le palline colorate: “Le palline dentro la fontana verranno rimosse”. Ma fa di più. E pubblica i disegni del progetto che ha presentato in Comune. L’obiettivo è di inglobare la fontana allargando i confini del proprio locale alla piazzetta antistante. Del resto, c’è chi ricorda che è il Comune ad aver stuzzicato in passato l’imprenditore consentendo di ampliare il locale arrivando a raso del monumento.
Sullo sfondo resta il messaggio simbolico della fontana. Con i blocchi di granito nero che richiamano l’immagine del monolito, simbolo dell’inizio di una nuova civiltà utilizzato dal regista Kubrik nel film “2001: odissea nello spazio”, e quei tubi in acciaio cromato che ricordano quelli di scappamento delle auto, ma da cui sgorga l’acqua invece di uscire i gas di scarico dei motori. Una fontana che nel tempo ha finito per cedere terreno e arrivare a confinare con l’omonimo bar. Un’erosione di spazi che sembra inarrestabile.
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