Sicurezza
Stalli per motorini all’ingresso dell’hotel scatta la protesta
L’albergo Posta da anni chiede al Comune spazi riservati Il titolare: «Valutiamo azioni legali per il danno subìto»
CECINA. «Dopo 3 anni che ho chiesto di avere dei posti auto per i miei clienti mi sveglio con posti adibiti per motorini davanti al mio albergo». Per Paolo Braguti, amministratore unico dell’Hotel Posta in piazza Gramsci, è arrivato il momento di dire basta. «Sono dispiaciuto, rammaricato, esterrefatto, arrabbiato. Non è possibile che un albergo a tre stelle, punto di riferimento per manager, professionisti e attori si ritrovi nel 2016 senza avere posti auto. Non mi è mai stata data una risposta soddisfacente dal Comune».
Carte alla mano mostra le numerose e-mail inviate al sindaco Samuele Lippi dall’ottobre del 2014. Dalla data del loro primo ed unico appuntamento in cui chiese di poter avere almeno un paio di posti auto, pagando la quota dovuta, da destinare agli ospiti del suo albergo, aperto tutto l’anno. «Durante il nostro incontro – dice Braguti – il primo cittadino capì la mia problematica ma da allora non ho più saputo niente fino a quando la mattina del 4 luglio sono arrivato in albergo trovando la sorpresa che mi ha mandato su tutte le furie». I quattro posti auto con disco orario di fronte all’ingresso dell’albergo sostituiti con parcheggi per motorini. Non solo, al posto di altri 3 che prima erano liberi su un lato di piazza Gramsci, e che l’amministratore dell’hotel aveva chiesto più volte di avere nella propria disponibilità, adesso ci sono due spazi destinati al carico e allo scarico. «Chiedo al Comune di poter esercitare la mia professione – sottolinea – di essere preso in considerazione e di risolvere una volta per tutte questa situazione che non ha nessuna logica». «Sto valutando – aggiunge – azioni legali contro l’amministrazione per il risarcimento del danno che mi hanno arrecato in tutti questi anni».
Dalla prima richiesta inoltrata al sindaco nel 2014, l’Hotel Posta ha dovuto fare i conti con le enormi difficoltà dovute alla mancanza di un servizio divenuto fondamentale per le strutture ricettive. Nel marzo del 2015 Samuele Lippi ipotizzò la possibilità di destinare all’hotel alcuni posti auto nel parcheggio interrato in via Risorgimento che allora era in fase di costruzione. L’operazione non è però andata a buon fine. E il tempo è passato senza nessun intervento decisivo, fino alla mattina del 4 luglio. Quando l’amministratore dell’albergo arrivando a lavoro ha detto basta. «Non voglio più essere preso in giro dall’amministrazione. Non è possibile che a luglio, nel clou della stagione estiva e del nostro lavoro decidano di privarmi di ulteriori posti auto destinandoli ai motorini. In questo modo condizionano la nostra struttura aggravandoci una situazione già non facile. Ci creano un evidente danno economico per cui stiamo realmente valutando di intraprendere azioni legali contro il Comune. Noi le tasse la paghiamo, e tra queste quella di soggiorno. Loro in cambio cosa ci danno?».
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