Il Tirreno

Sicurezza sul lavoro, la Cgil accusa Solvay

di Anna Cecchini
Sicurezza sul lavoro, la Cgil accusa Solvay

Musto, coordinatore Bvc: «Dare un premio a chi segnala infrazioni di colleghi è inaccettabile»

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ROSIGNANO. La Cgil sta con i dipendenti delle ditte appaltatrici che operano all’interno dello stabilimento Solvay, che hanno denunciato come arrivi a discriminarli in materia di applicazione delle norme salvavita. Prevedendo, per loro, alla terza sanzione, l’abbandono dello stabilimento. «La nostra - sottolinea Fabrizio Musto, coordinatore della Cgil Bassa Val di Cecina - non è solo solidarietà, ma una battaglia civile di tutti».

Musto, che assicura come sia «necessario aprire velocemente una discussione su questo tema, una piattaforma che coinvolga tutte le imprese attive dentro lo stabilimento», spiega quanto sia importante «continuare a ragionare sui metodi di prevenzione degli infortuni coinvolgendo tutti i lavoratori del parco industriale. Da anni chiediamo il riconoscimento del coordinamento (Rls, responsabili lavoratori per la sicurezza) a tutte le realtà che operano dentro Solvay. Questo coordinamento dovrebbe garantire incontri congiunti».

Musto garantisce che l’idea di premiare con soldi i dipendenti che segnalano le infrazioni dei colleghi «è una cosa inaccettabile che questo stabilimento ha sempre rifiutato. In questo caso si tratta di un ordine di servizio, un’iniziativa unilaterale dell’azienda, che non è frutto di alcun accordo sindacale».

Insomma la Cgil fa capire senza mezzi termini la necessità che Solvay faccia un passo indietro. «Sui temi della sicurezza - termina - applicare pesi e misure diversi non è la strada giusta, premiare chi denuncia non va bene. Sarebbe meglio investire quei soldi in miglioramenti organizzativi e di sicurezza».

Gli fa eco Stefano Santini, responsabile sicurezza della Filctem Cgil, che taglia corto: «L’atteggiamento di Solvay non è uniforme per tutti i lavoratori, va bene rispettare le regole sulla sicurezza ma tra i lavoratori non devono esserci differenze». «Non va bene - prosegue Santini - allontanare dallo stabilimento dipendenti delle ditte esterne perché hanno commesso tre infrazioni. È un clima repressivo, invece dobbiamo tornare al dialogo. Come del resto è assurdo e incomprensibile prevedere ingressi diversi per chi è dipendente diretto e chi invece lavora delle realtà appaltatrici».

Insomma dalla Cgil arriva una condanna netta alle scelte di Solvay. «Da tempo - ricorda Santini - ho lanciato al presidente Rossi alcune proposte, lui non ha mai risposto. Tra queste c’era l’idea di vietare il parametro del numero di infortuni sul premio di produzione, dato che si può creare un meccanismo perverso e scarsamente controllabile». Non solo, Santini aveva anche chiesto al presidente della Regione «un registro delle lettere disciplinari che dovrebbe essere vagliato anche dai responsabili della sicurezza per capire anche eventuali colpe delle aziende».

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