Il dolore
Promosso l’ospedale Cecina Piombino
Nella bozza del Piano di area vasta spazio anche alla creazione di una sala per l’emodinamica
CECINA. L’ospedale in rete, con il mantenimento delle attività presenti nel presidio. Il distretto socio sanitario unico tra Bassa Val di Cecina e Val di Cornia. E una porta aperta alla possibilità di attrezzare una sala per l’emodinamica. Nelle carte del Piano di area vasta 2016-2020 dell’area Nord ovest si comincia a delineare la prospettiva della nuova organizzazione sanitaria e l’impatto si territorio.
Il documento, messo a punto dall’Azienda sanitaria sulla scorta delle linee di indirizzo elaborate dalla conferenza dei sindaci, è in fase di bozza. I contenuti sono stati presentati ieri all’assemblea della Società della salute. Un passaggio intermedio, in attesa del parere da parte della conferenza dei sindaci, che sarà chiamata ad esprimersi il 5 luglio. Per il primo cittadino di Cecina Samuele Lippi: «Quanto recepito dall’Azienda va nella giusta direzione».
Ospedale Cecina Piombino. È una delle sei caselle che figurano nella tabella “Articolazioni del presidio ospedaliero in aree organizzative”, insieme a quelli delle Apuane, Lucca, Pontedera, Livorno e Versilia. Manca Pisa, ma è una realtà a sé. «Quanto deliberato dal consiglio comunale all’unanimità per un unico presidio ospedaliero in rete trova conferma negli atti preparatori del Piano di area vasta, riconoscendo ai due presidi uniti un valore pari a quello dei capoluoghi», dice Lippi. Che aggiunge: «Una realtà che presuppone anche la creazione di un unico distretto socio sanitario tra Bassa Val di Cecina e Val di Cornia, su cui stiamo già lavorando. E questo perché c’è da tenere insieme quanto previsto dal decreto Balduzzi, con l’obbligo delle soglie per tipologia di prestazione da ottemperare per rispettare standard internazionali che assicurano la qualità delle prestazioni sanitarie, con le indicazioni della riforma sanitaria varata dalla Regione Toscana. Abbiamo sei mesi per completare lo studio». Studio affidato a Federsanità Anci.
Nei documenti c’è un passaggio che il sindaco di Cecina sottolinea. “Prevedere un progetto per ridurre la variabilità distributiva e dei tempi di percorrenza nella funzione di emodinamica, con particolare riferimento alla zona sud dell’area vasta, consentendo l’interventistica cardiologica in una sede adeguata, che assicuri il collegamento tra le zone disagiate e le strutture già esistenti in forma integrata”.
Al netto dei tecnicismi nel documento c’è la disponibilità più volte sollecitata a valutare il progetto di attrezzare una sala in modo che l’equipe di Livorno di emodinamica possa intervenire garantendo, specie in alcuni periodi dell’anno, tempi adeguati. Nella zona nord, tra Livorno e Pisa, ci sono tre sale di emodinamica, mentre la zona sud della provincia è sfornita. E per trovarne un’altra bisogna scendere fino a Grosseto.
Manolo Morandini
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