Il Tirreno

INDISPENSABILI ROTATORIE O SEMAFORI

di ANNA CECCHINI

di ANNA CECCHINI Nove morti in sei anni sono troppi. E non importa se una delle cause degli scontri su via della Torre - anche di quelli, per fortuna, non mortali - può essere collegata all’alta...

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di ANNA CECCHINI

Nove morti in sei anni sono troppi. E non importa se una delle cause degli scontri su via della Torre - anche di quelli, per fortuna, non mortali - può essere collegata all’alta velocità. Non è pensabile che siccome su quegli oltre tre chilometri di rettilineo gli automobilisti tendono ad andare forte, basti abbassare il limite di velocità per evitare scontri. E neppure è risolutivo ridipingere le strisce laterali e quelle di mezzeria, o rinnovare la segnaletica verticale. Perché chi transita sullo stradone della morte, in molti casi, continuerà a spingere sull’acceleratore.

È sbagliato, vero, ma è la conformazione della strada che porta a tenere una velocità elevata. Come del resto è la conformazione degli incroci, quello con via del Tripesce e quello con via Belvedere, che non garantisce a chi viene dalle strade perpendicolari una visibilità ottimale quando si immette su via della Torre.

Allora c’è un’unica cosa da fare: cambiare l’organizzazione viaria della strada provinciale numero 13. Non, come aveva ipotizzato il Comune, chiudendo il tratto nord di via Belvedere. Un intervento quasi inutile, e infatti bloccato dalle proteste dei cittadini. È necessario far sì che la provinciale 13 non sia più un rettilineo senza tratti dove rallentare è un obbligo. Come? Con le rotatorie che i residenti chiedono da anni, e che la Provincia ha promesso da tempo. O con altri interventi similari, magari semafori (non lampeggianti, che semmai distraggono gli automobilisti) ai due incroci killer. Gli automobilisti devono essere costretti a rallentare.

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