Il Tirreno

«Già nove morti, ma niente è stato fatto»

di Anna Cecchini
L'ultimo incidente su via della Torre
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L'ultimo incidente su via della Torre

Vada, petizione lampo dopo l’ennesimo incidente mortale lungo via della Torre: «Meno salotti, pensate alla sicurezza»

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VADA. «La strada killer come ormai viene definita, provoca una mattanza di vite umane. Siamo stanchi, stufi e arrabbiati con chi non vuol capire che la vita umana e la sicurezza stradale vengono prima di ogni altro intervento». I cittadini di Vada hanno raggiunto il limite e, dopo l’ennesimo morto sullo stradone di Vada - il 74enne Gino Gori è deceduto martedì dopo che domenica, a bordo della sua moto, si era scontrato contro un’auto all’incrocio con lo stradone Belvedere) - pretendono un intervento per la messa in sicurezza della strada provinciale numero 13.

E lo chiedono con una petizione-lampo. La raccolta firme, avviata ieri, ha già ottenuto oltre duecento adesioni. A sottoscrivere la petizione, che può essere firmata in svariate attività commerciali e alla sede della Pro Loco, non soltanto residenti, ma anche svariati turisti. Proprio quei villeggianti che, utilizzando la provinciale 13 per accedere alla frazione costiera, ne conoscono molto bene la pericolosità.

«E così siamo arrivati a 9 - si legge nella petizione - Con il decesso del motociclista a seguito dell'ennesimo incidente mortale sull'incrocio via della Torre con stradone belvedere a Vada avvenuto due giorni fa, siamo arrivati a 9 vittime, più numerosi feriti nei numerosi incidenti stradali verificatisi in questi ultimi anni. Le petizioni precedenti, le proteste di cittadini e organizzazioni di Vada per ora sono servite a poco. Ci viene detto che non ci sono soldi per realizzare le due rotatorie sullo Stradone di Vada con via del Belvedere e via del Tripesce, ma le 9 vite umane (tra cui anche una bambina) ed i numerosi feriti costano alla collettività meno di due rotatorie?». Sono indignati cittadini e villeggianti di Vada, non possono più restare a guardare mentre sulla strada che collega il centro di Vada con la via Emilia e con il percorso di accesso all’Autostrada.

«Non si è fatto nulla per togliere la pericolosità - prosegue il testo della petizione - e da pochi giorni, quando ormai il numero delle vittime raggiunge numeri a due cifre, vengono fatti piccoli interventi di qualificazione come il rinnovo della segnaletica orizzontale o lo sfalcio dell'erba. Ma ciò non basta, l'incidente di domenica è avvenuto quando la segnaletica orizzontale era già fatta». I firmatari della petizione insistono nel sottolineare che l’unico intervento utile sarebbe quello di costruire due rotatorie (una all’incorcio con lo stradone Belvedere e uno più a monte, all’intersezione con la strada del Tripesce).

«Sottolineiamo ancora che un buon risultato si può ottenere solo con la realizzazione di rotatorie come da tempo programmato dalla Provincia. In altre zone simili le rotatorie hanno risolto i problemi. Ma a Vada cosa si aspetta ancora? Attendiamo il decimo o undicesimo morto?». La petizione è indirizzata direttamente ad Alessandro Franchi, sindaco di Rosignano e presidente della Provincia: «Si sprechino meno soldi in altre discipline e si tenga più funzionale e sicuro l'ambiente dove ogni giorno tutti noi viviamo. Meno Armunia, meno salotti e più interventi su sicurezza e cura del territorio».

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