Il Tirreno

«Una scena confusa» le voci di 2 testimoni

di Manolo Morandini

Un turista: «Non si è capito subito che si trattava di agenti»

3 MINUTI DI LETTURA





CECINA. «Io ho visto tutto». Così il signor Francesco, originario di Montespertoli. Si trovava al mercato di Cecina con la compagna quando è scattata l’operazione contro il commercio abusivo. È il 28 giugno. Sul campo due agenti della polizia municipale feriti. Altrettanti venditori extracomunitari arrestati e denunciati all’Autorità giudiziaria per lesioni, violenza e minacce a pubblico ufficiale. Uno deve rispondere anche di tentata rapina per aver provato ad impossessarsi dell’arma di ordinanza di un agente.

«Ci trovavamo all’altezza del banco dove si è svolta la scena». Sulle generalità del signor Francesco come di quelle dell’altro testimone un velo di anonimato. Una scelta a precisa richiesta tenuto conto degli umori e prese di posizione seguite all’episodio.

La tensione, le urla, le reazioni, le fazioni che si sono create sul momento. E soprattutto le conseguenze a suo giudizio si devono «a una situazione non chiara». E prosegue: «Io e come me un turista tedesco al mio fianco in un primo momento abbiamo interpretato la scena come un’aggressione ai danni dell’extracomunitario. Stavamo per intervenire. Poi una persona vicino ci ha detto che quei due uomini vestiti in modo comune in realtà erano due agenti della polizia municipale e abbiamo fatto un passo indietro».

Una mancata chiarezza che a suo dire ha condizionato l’agire e il giudizio di molti, a cominciare dal venditore abusivo. «Quando è stato fermato uno dei due agenti lo ha strattonato facendo presa sulle borse, magari per strappargliele – sostiene il signor Francesco –. A quel punto sono finiti a terra. Il vigile sotto e il venditore sopra che si dimenava. È intervenuto l’altro agente e per parecchi minuti hanno faticato per mettergli le manette. Ho anche visto il tentativo di afferrare la pistola». Una voce al netto del clamore che ha suscitato l’accaduto, quella del testimone di Montespertoli. Che con un atto di coraggio prova a raffreddare gli animi. «A me il venditore è apparso spaventato perché sul momento non capiva la situazione. E come lui molti altri. Le manette se le è fatte mettere perché qualcuno nella sua lingua gli ha spiegato che cosa stava accadendo. Poi si sono appoggiati a quella saracinesca in attesa dell’arrivo di polizia e carabinieri».

«Una scena per niente bella – dice un signore residente nella zona –. Quando sono arrivato l’uomo di colore era già ammanettato. Due signori in abiti civili lo tenevano fermo appoggiandosi alla saracinesca, altri di colore li strattonavano per cercare di liberare il loro compagno». Che aggiunge: «Detesto la violenza e mi sono sentito in dovere di intervenire per placare gli animi. Ho chiesto che cosa avesse fatto quell’uomo, ma non ho ricevuto risposta. Ho domandato: “Scusate ma chi siete?”. Nessuna risposta anche in questo caso. Ho cercato allora di parlare con queste persone di colore che volevano liberare dalla presa dei due vigili il loro compagno strattonando e spingendo gli agenti. Tranne il ragazzo più giovane, che è stato fermato e portato via insieme a quello ammanettato, per gli altri credo di aver contribuito a placarli. Il fatto che non fossero in divisa però ha generato confusione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa