Il Tirreno

«Il sindaco non può intervenire» Franchi se ne va, fine della seduta

di Elisa Pastore
«Il sindaco non può intervenire» Franchi se ne va, fine della seduta

Un caso in consiglio: l’opposizione contesta la dichiarazione di voto, il gruppo Pd abbandona l’aula In mattinata situazione rovesciata, minoranze via per la vicenda della piscina comunale

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ROSIGNANO. La commedia delle parti va in scena in una agitata seduta di consiglio comunale. Il caso più clamoroso, stavolta, si evidenzia nel finale. Si discutono mozione ed interpellanza delle minoranze (relatore Ghelarducci, Sinistra Unita): oggetto, gli allacci fogniari a Nibbiaia. Già sul punto c’è una forte divisione: l’opposizione chiede la gratuità dell’allaccio, la maggioranza sostiene che l’intervento (circa 400 euro divise in diciotto rate) debba essere pagato dagli interessati. Il dibattito si scalda. C’è un primo giro di interventi, dopo la relazione dell’assessore Piero Nocchi. Il termometro sale. Finché il sindaco Alessandro Franchi decide di dire la sua. Ed è qui che nasce il polverone. Luca Agostini, capogruppo Pd, sostiene che il sindaco, componente dell’assemblea consiliare, può intervenire e fare una dichiarazione di voto a nome del gruppo. L’opposizione contesta e richiama l’aula all’applicazione del regolamento comunale: Franchi - si dice - non è un consigliere comunale. Ne nasce una contesa. Agostini fa notare che in altre occasioni il sindaco è stato sollecitato ad intervenire proprio dalle minoranze. Le forze di opposizione (Gherarducci, Simoncini ed altri), ritengono che un intervento come dichiarazione di voto sia inammissibile. Così quando Franchi si appresta a parlare, parte la contestazione di una parte dell’aula. Il sindaco non riesce ad intervenire, così prende le sue cose ed abbandona per protesta la seduta. Con lui il gruppo del Pd. La presidente del consiglio Caterina Giovani sospende la seduta per poi riconvocarla. Ma la maggioranza non c’è e viene a mancare il numero legale. Fine dei giochi di un consiglio di inizio estate molto ma molto nervoso.

In mattinata, del resto, erano uscite dall’aula le opposizioni. Contestando la mancata trasparenza sulla delibera avente per oggetto gli impegni di spesa per la gestione della piscina comunale.

Un gesto di protesta che ha visto protagonisti i consiglieri di minoranza (Luca Simoncini Rds, Marco Nati Forza Italia, Niccolò Gherarducci Sul, Mario Settino, Francesco Serretti e Serena Mancini 5 Stelle e Silvia Gesess del neonato Gruppo Misto).

«Un gesto - hanno spiegato le minoranze - deciso per denunciare, per l'ennesima volta, il mancato rispetto delle prerogative degli stessi consiglieri di opposizione .Considerato che sul punto all'ordine del giorno è mancata ogni informazione specifica ed ogni possibilità di confronto attraverso la commissione preposta convocata solo martedì, un giorno prima del consiglio comunale e, quindi, senza possibilità di conoscenza effettiva, valutazione e discussione dei contenuti della stessa delibera, abbiamo deciso di uscire dall'aula».

Delibera che riguardava così l'unica piscina comunale sul territorio. Provvedimento che è stato, ad ogni modo, votato dalla maggioranza e dunque è passato. Una concessione che sarà lunga 10 anni e che prevede a carico del futuro gestore tutte le spese di conduzione dell’impianto, comprese le utenze anche se con una compartecipazione del Comune ai costi di gestione. (a.r.-e.p.)

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