Il Tirreno

Telecamere per proteggere piccoli e anziani

di Alessandro Bientinesi
Una telecamera
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Una telecamera

Cecina, tutela degli ospiti di asili e case di cura: ecco dove si può firmare a sostegno dell’iniziativa

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CECINA. A Grosseto ha già raccolto una valanga di adesioni. Quasi 5.000 firme per la campagna “Difendiamo gli indifesi”, proposta da Sergio Campo per installare delle telecamere in asili e case di riposo. Da alcuni giorni l’iniziativa è arrivata anche a Cecina, con già cinque punti di raccolta delle firme che serviranno per avanzare, in primis alle amministrazioni comunali e poi alle strutture interessate, questo servizio a tutela dei più deboli.

«L’idea della raccolta firme è nata in maniera spontanea e sulla scia emotiva dei maltrattamenti avvenuti in un asilo di Grosseto – spiega il promotore Sergio Campo –. Inizialmente ero partito con l’intento di arrivare a 1.000 firme, adesso siamo alla soglia delle 5.000». Da qui la volontà di allargare anche ad altre città la campagna di sensibilizzazione che dovrebbe, poi, trasformarsi in una proposta che, seppur non di legge popolare, potrebbe essere utilizzata per chiedere alle amministrazioni locali di intervenire con regolamenti che consentano l’installazione di sistemi di sorveglianza.

«Indipendentemente dal fatto che un episodio di violenza o abuso si sia verificato o meno in una città, ho la sensazione che la tematica sia molto sentita dai cittadini – prosegue –. L’installazione di telecamere riguarda le residenze per anziani, gli asili nido e le scuole materne, oltre alle residenze per diversamente abili. Il sistema di videosorveglianza protetta consentirebbe di avere la possibilità di visionare le immagini riservata alle forze dell’ordine e magistratura, personale autorizzato Asl e direzione servizi educativi del Comune, medico curante e altre figure autorevoli».

Una tutela per gli indifesi ma anche per chi lavora all’interno di queste strutture. «La burocrazia e chi la usa come scusante per non fare le cose potrebbe essere un freno – dice Campo –. Per quello, dopo il successo ottenuto dalla petizione di Grosseto c’è la volontà di ottenere ancora più consensi per dare forza all’iniziativa. Anche nascondersi dietro la privacy credo sia sbagliato. Chi decide di dedicarsi ai bambini, agli anziani o ai disabili non può pensare di svolgere un lavoro qualsiasi. La tecnologia ci può aiutare a tutelare i più deboli, tanto vale farne il giusto uso».

Dunque prima viene la sicurezza degli indifesi, poi la legge sulla privacy. Come detto la raccolta firme è iniziata nei giorni scorsi anche a Cecina, oltre che a Santa Croce sull’Arno. Hanno già aderito come punti di raccolta a Cecina la cartoleria libreria Simona in vicolo Adda, 8, il bar Volpe, corso Matteotti 300, Veronica hair stylist, viale Marconi 43, la lavanderia Acqua Clean, in piazza XX settembre, e Di Donna parrucchieri in via Giovanni Paolo II 13/15. L’iniziativa è promossa dall’associazione Niccolò Campus Onlus di Grosseto, per informazioni o per diventare punto di raccolta delle firme è possibile inviare un’e-mail all’indirizzo sergiocampo64@yahoo.it .

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