Il Tirreno

Allarme e proteste per la strada-killer

di Anna Cecchini
Via della Torre
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Via della Torre

Vada: dopo l’ennesimo incidente tra via della Torre e lo stradone Belvedere i cittadini chiedono rotatorie agli incroci

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VADA. Ormai anche i residenti la chiamano "la strada-killer". E si ostinano a chiedere la messa in sicurezza della carreggiata. Perché di incidenti, troppo spesso mortali, su via della Torre ne hanno visto a decine. L'ultimo, che ha coinvolto un'auto e una moto all'incrocio con lo stradone Belvedere, è successo domenica 26 giugno intorno alle 19. Ad avere la peggio un centauro livornese portato all'ospedale di Cecina con fratture e contusioni.

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Un problema annoso quello della pericolosità di via della Torre. Un rettilineo di circa tre chilometri, che dal centro di Vada conduce alla via Emilia e poi al percorso di accesso alla variante Aurelia e all'Autostrada. Una strada che è il percorso di ingresso maggiormente utilizzato, soprattutto dalle migliaia di villeggianti che in estate frequentano la frazione costiera. Un percorso fondamentale, quindi, per la viabilità di Vada. Proprio su questo assunto si basa la richiesta dei cittadini, che da anni chiedono un adeguamento della carreggiata. Richieste che hanno avanzato sia alla Provincia, cui compete via della Torre, sia al Comune. È del gennaio scorso, infatti, l'ultima petizione che i residenti della frazione hanno consegnato al sindaco Alessandro Franchi, per chiedere la messa in sicurezza della strada.

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Motivo primario della raccolta firme è stata chiaramente la pericolosità dello stradone della Torre. Due i punti della provinciale numero 13 che, secondo i firmatari della petizione, sono maggiormente pericolosi: l'incrocio con lo stradone di Belvedere (dove si è verificato anche lo scontro del tardo pomeriggio di domenica) e quello più a nord, con lo stradone del Tripesce. Per garantire maggior sicurezza lungo la provinciale 13 i firmatari della petizione chiedono la sistemazione di alcune rotatorie, che servirebbero a regolare, e rallentare il traffico agli incroci. Richieste che tra l'altro erano già state avanzate in passato, ma che hanno portato ad un nulla di fatto. «La necessità - si legge nella petizione - della rotatoria all'incrocio con via Belvedere era già stata evidenziata in passato anche dalla stessa Provincia, che aveva previsto la sua realizzazione a breve tempo ma che tutt'ora. A distanza di anni da progetto, non si vede soluzione». I firmatari insistono sulla necessità della messa in sicurezza del lungo rettilineo che da Vada arriva alla ss 206, dato che «a quell'incrocio in questi ultimi anni si sono verificati numerosi incidenti stradali, con ben 7 morti e numerosi feriti». Cifre inammissibili, secondo i residenti di Vada, che sottolineano quindi l'urgenza di risolvere la situazione. «Anche l'incrocio più a nord - prosegue la petizione - con lo stradone del Tripesce rappresenta altrettanto elevato grado di pericolosità». I cittadini ripetono infine che gli interventi previsti dalla Provincia, e avviati nei giorni scorsi, non possono bastare. I lavori , per un costo complessivo di circa 15.000 euro, riguardano il rifacimento della segnaletica orizzontale, la posa di nuovi paracarri e la sostituzione delle barriere danneggiate nella zona di via Belvedere e del cavalcaferrovia. Previsto anche l’abbassamento dei limiti di velocità da 70 a 50 km/h. Solo interventi palliativi, secondo i firmatari della petizione.

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