Il Tirreno

La verità del sindaco sulla sua indennità e i costi per il Comune

Ha scelto di continuare a lavorare, come part-time Lippi: «Chiunque può verificare i miei dati patrimoniali»

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CECINA. È scontro sull’indennità del sindaco. Alessandro Lucibello Piani non viene mai nominato ma è lui il primo destinatario delle risposte del primo cittadino di Cecina Samuele Lippi. Il consigliere dei Movimenti civici dei Colli pisani e animatore del gruppo Facebook “Forza Cecina” sullo spazio social si è mesos a fargli i conti in tasca.

«La possibilità per un sindaco, democraticamente eletto e che svolge un’attività lavorativa propria, di chiedere o meno l’aspettativa rappresenta una scelta lecita, dal momento che lo stesso Testo unico degli enti locali lo prevede all’articolo 80 e ancor prima l’articolo 51 della Costituzione – afferma Lippi –. Ovviamente optare per una cosa o per l’altra porta con sé conseguenze professionali diverse. Chiedere l’aspettativa, in termini lavorativi, significa conservare il posto di lavoro, ma senza vincolo per il datore di restituirlo nello stesso settore dell’azienda. Nel caso di alcune tipologie di impiego questo aspetto non riveste un significato particolare, ma nel caso di attività lavorative di tipo innovativo, come l’Area energie in cui io sono inserito presso Unicoop Tirreno invece sì. Si tratta infatti di un ramo d’azienda a cui sono molto legato e che con grande soddisfazione posso dire di aver contribuito a creare e a sviluppare. Chi, come me, ha iniziato a lavorare all’età di 14 anni, questo attaccamento non solo al proprio posto di lavoro, ma anche al traguardo raggiunto negli anni, forse ne comprenderà il significato».

Lippi sottolinea che «poco dopo la mia elezione, ho chiesto e ottenuto il part-time, con una notevole riduzione di oneri, soprattutto riflessi, per i contributi previdenziali, andando così a gravare il meno possibile sulle finanze comunali. Le ipotesi circa un costo suppletivo pari a 20.000 euro sono prive di fondamento, la vera cifra si aggira infatti al di sotto dei 10.000 euro». E in termini di trasparenza ricorda che «fin dalle primarie, ho reso noti i miei dati patrimoniali e lavorativi. Scorrendo l’homepage del Comune di Cecina, nella sezione Amministrazione trasparente o cliccando sulla voce “sindaco” chiunque può leggere e verificare tali dati, presentati secondo le modalità previste dalla legge e che mettono in condizione qualunque persona di consultare la mia situazione patrimoniale e quella degli altri amministratori, senza dover ricorrere ad altre fonti ed evitando cadute di stile o scorrettezze ben peggiori».

In merito alle osservazioni e le riserve sulla retribuzione del sindaco mosse da Lucibello Piani: «È lui stesso un consigliere comunale, che nel proprio Comune (non è Cecina) si sarà certamente fatto paladino della trasparenza e avrà senza dubbio dato il buon esempio, mettendo a disposizione, nel settore Trasparenza del rispettivo sito comunale, la propria situazione patrimoniale e lavorativa. Chi conosce e coerentemente pratica la trasparenza come uno stile, certamente sa queste cose e sa di non aver bisogno di rendere pubblici altri documenti, oltre a quelli già pubblicati, anche per non correre il rischio di commettere alcuni dei reati previsti dalla legge in materia di trattamento dei dati personali o di diffusione di informazioni acquisite con modalità da chiarire». E conclude: «Sarebbe interessante aprire una riflessione sul livello del dibattito e del confronto politico, se questi siano elementi che contribuiscono al buon governo o non mostrino la scarsità di argomentazioni. Qualche cosa sarebbe da dire anche sulla proporzione tra indennità e responsabilità delle varie cariche politiche, ricordando che il costo del sindaco è circa la metà di quello medio di un dirigente comunale, a fronte di responsabilità civili e penali sicuramente più estese».

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