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allarme delle associazioni

«Azzerati i trasporti di malati oncologici»

CECINA. Tagli pesanti ai servizi di trasporto di malati oncologici e di pazienti che devono fare terapie di riabilitazione. A lanciare l’allarme sono le associazioni di pubblica assistenza dell’intera...

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CECINA. Tagli pesanti ai servizi di trasporto di malati oncologici e di pazienti che devono fare terapie di riabilitazione. A lanciare l’allarme sono le associazioni di pubblica assistenza dell’intera provincia, che nei giorni scorsi si sono rivolte al presidente della Conferenza dei sindaci dalla Usl Toscana nord ovest Samuele Lippi. «Dall’aprile scorso - spiega Nicola Di Paco, presidente della Pubblica assistenza rosignanese e coordinatore provinciale delle associazioni di pubblica assistenza - la Regione ha praticamente azzerato questo tipo di servizio». La segnalazione arriva da Misericordia, Pubblica assistenza e Croce Rossa dell’intera provincia che si occupavano di organizzare ed effettuare il trasporto dei malati oncologici e dei pazienti che necessitavano di cicli di terapie riabilitative.

«Le nuove normative - spiega Di Paco a nome di tutte le associazioni provinciali - ci impediscono di svolgere questo tipo di servizio, che viene considerato improprio dato che viene effettuato con le auto e non con le ambulanze». Una decisione, come fa sapere la Asl 6, che non è livornese ma arriva come direttiva regionale.

Fatto sta che ormai da settimane si susseguono in tutta la provincia di Livorno le lamentele di malati che devono sottoporsi a cicli di terapie negli ospedali del territorio ma non hanno possibilità di muoversi in autonomia e neppure familiari che possano accompagnarli. «Si tratta di migliaia di servizi ogni anno in tutto il territorio provinciale - precisa Di Paco - Basti pensare che soltanto per Rosignano noi effettuiamo una media di 170 trasporti di questo tipo ogni mese».

Le associazioni della provincia sono sul piede di guerra e nei giorni scorsi si sono rivolte a Lippi per denunciare una situazione insostenibile. Non solo, hanno preparato anche una lettera per inquadrare il problema. «Condivido assolutamente il loro allarme - spiega Lippi - Non è ammissibile che un malato oncologico che non ha famiglia o sostegno non abbia nessuno che lo porta a fare le terapie. Non si può mandare in treno».

Lippi chiarisce che il problema è stato affrontato anche dalla Conferenza dei sindaci di Area vasta, che si è tenuta lo scorso 22 giugno per approvare le linee di indirizzo per l’attuazione del Piano sanitario di Area vasta. «L’organizzazione dei servizi ospedalieri - termina - è strettamente legata alla mobilità sanitaria successiva».

Anna Cecchini

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