Il Tirreno

Una petizione contro il rigassificatore

Una petizione contro il rigassificatore

Raccolte da Md e M5S quasi 1850 firme e già consegnate al sindaco: «Progetto ad alto rischio»

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ROSIGNANO. Una petizione con 1844 firme per dire no al rigassificatore. È stata consegnata al sindaco Alessandro Franchi. «La petizione - fa sapere Medicina democratica -, già consegnata anche ai Ministeri e alla Regione, è una prima opposizione al devastante progetto di rigassificatore, l'unico al mondo con tubazioni criogeniche (meno 160 gradi) così lunghe. Ed è stata consegnata significativamente al Comune di Rosignano che, con la richiesta di nuova valutazione d'impatto ambientale del 18 febbraio scorso, fa carta straccia della Delibera 5.5.1988, che prevedeva la liberazione da tutti gli impianti ad alto rischio della zona tra il mare e la ferrovia».

Il M5S ha collaborato alla raccolta delle 1490 firme cartacee con 164 firme, mentre on line sono state raccolte 354 firme, per un totale di 1.844 firme.

«Il progetto è ad alto rischio d'incidente rilevante - si legge nella nota di Md - e non è ammissibile in un luogo già ad alto rischio per gli esistenti impianti Solvay. L'area è ufficialmente alluvionabile, come in effetti fu alluvionata nell'ottobre 1993. L'area di mare in cui verrebbe prolungato per 430 metri il pontile Solvada è un'area compresa tra i porti turistici di Rosignano, di Vada e di Cecina. La continua movimentazione di sabbie del fondo marino, molto inquinato da mercurio scaricato da Solvay, provocata dalle grosse eliche delle metaniere e dei rimorchiatori, rimetterebbe in circolo questo metallo tossico».

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