Il Tirreno

Polo Magona, due visioni al centro dello scontro

di Manolo Morandini
Polo Magona, due visioni al centro dello scontro

Dopo le dimissioni del presidente appena eletto si lavora per ricucire lo strappo La soluzione dell’impasse dipende dalle scelte dei sindaci di Rosignano e Cecina

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CECINA. Due visioni. Altrettanti progetti. E un paio di passaggi che avrebbero dovuto suggerire a tutti i protagonisti maggiore cautela. Invece, il Polo tecnologico Magona è finito al centro di una guerra di cui nessuno se ne assume la paternità. Un empasse imbarazzante, con Sergio Costalli che ha presentato le dimissioni irrevocabili da presidente e consigliere di amministrazione. E messo a nudo le divisioni.

Riavvolgendo il nastro dell’ultimo anno di vita del Polo tecnologico c’è chi ricorda la scelta del Comune di Rosignano di lasciare l’assemblea dei soci del Consorzio Polo Magona al momento dell’approvazione del bilancio consuntivo 2015 e di quello di previsione 2016. I motivi non rilevano. L’assessore alle Attività produttive di Rosignano Veronica Moretti che si alza contestando i tempi stretti con cui la documentazione era stata fornita, impedendo la possibilità di un esame approfondito. Pochi mesi prima alle Morelline c’era stata la nascita dell’incubatore di impresa destinato a start-up innovative, frutto dell’accordo fra il Comune di Rosignano, la Rea e il Polo tecnologico di Navacchio.

Da una parte la visione cecinese, che punta a tenere saldo il rapporto con l’Università di Pisa. Dall’altra quella targata Rosignano che vorrebbe allentare questo rapporto per orientare l’attività sul territorio. La contestazione non sarebbe tanto su quanto è stato fatto in questi anni ma su ciò che non è stato. Chi avanza critiche usa un’immagine: il polo ha funzionato come una succursale della facoltà di Ingegneria chimica dell’Università di Pisa. E invita a guardare al personale assunto in questi anni, 11 gli addetti a tempo indeterminato, e alle collaborazioni attivate. Insomma, un rapporto con il territorio difficile, nonostante il Polo sia riuscito a marciare sulle proprie gambe, finanziando l’attività e con bilanci in attivo.

Sono giorni di incontri serrati. Di contatti. E abboccamenti. Alla Provincia, leggi al sindaco di Rosignano Alessandro Franchi, che ne è il presidente, spetta di indicare il nome del candidato a sostituire nel consiglio di amministrazione del Polo il dimissionario Costalli. Ci sarà poi il passaggio in assemblea per l’elezione.

Da più parti l’auspicio è che i sindaci Franchi e il collega di Cecina Samuele Lippi riescano a definire una strategia comune. E trovare in tempi stretti una quadra per dare un assetto che metta tutti d’accordo: i Comuni, la Provincia, l’Università di Pisa e i soci privati. Serve una squadra di traghettatori, tenuto conto che alla fine dell’anno scade la convenzione con il Comune di Cecina per l’uso dei locali e tre mesi dopo, a marzo 2017, arriva a fine vita il Consorzio, dopo 20 anni di attività. E si tratta di costruirla a partire dalle persone in carica.

Ci sono il neo vicepresidente Simone Genovesi (in quota soci privati), l’ingegner Paolo Rotelli (indicato dal Comune di Rosignano), Alberto Niccolini (Comune di Cecina) e il presidente uscente Claudio Scali (Università di Pisa). Manca il quinto membro del consiglio di amministrazione (Cda). Con l’indicazione uscita chiara dalla prima riunione del Cda c he il peso in rappresentanza dell’Università deve diminuire rispetto al passato. Aspetto quest’ultimo da discutere con il rettore uscente Massimo Augello, sapendo però che a novembre si insedierà il neo eletto Paolo Maccarella.

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