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Bagni Italia, nessun ok alla sanatoria

Bagni Italia, nessun ok alla sanatoria

In Procura non è stata presentata alcuna richiesta di dissequestro dell’area di cantiere, i lavori restano bloccati

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CASTIGLIONCELLO. Il cantiere dei Bagni Italia resta bloccato, almeno fino a quando la Procura di Livorno non avrà fatto chiarezza sui lavori di ristrutturazione che da alcuni mesi interessano lo storico stabilimento balneare nella baia del Quercetano.

Il sequestro del cantiere risale al pomeriggio di giovedì scorso. E da allora niente è cambiato. Chiunque si trova a transitare lungo via del Quercetano si trova sbarrato l’ingresso dello stabilimento balneare: l’insegna è in terra e le scale di accesso al bagno sono chiuse dietro una rete con tanto di apposite fascette bianche e rosse. Sulla recinzione è appesa l’ordinanza di sequestro preventivo.

Una decisione, quella della Procura livornese, che indubbiamente va a dare un colpo significativo all’estate castiglioncellese, di cui i Bagni Italia sono uno dei luoghi cult. Anche perché le attrezzature “parcheggiate” su via del Quercetano (prima di tutto una maxi gru usata per trasferire i materiali dal piano strada fino all’arenile) non sono certo un buon biglietto da visita per i turisti che frequentano la zona.

Insomma, è evidente che avere un cantiere sul mare bloccato proprio all’inizio dell’estate non rappresenta l’immagine migliore per un luogo che vive di turismo.

Fatto sta che a una settimana di distanza i lavori di riqualificazione dello stabilimento balneare non sono ancora ripresi. E alla Procura non è ancora arrivata alcuna richiesta di dissequestro.

Mark Lombardo, proprietario della struttura turistica, nei giorni scorsi aveva chiarito di essere sereno e di avere la certezza che l’intervento di riqualificazione fosse stato portato avanti regolarmente. È stato lo stesso Lombardo a spiegare che il sequestro è collegato ad un esposto dei confinanti, seguito da un’ispezione durante la quale i vigili urbani non hanno rilevato le difformità indicate dai vicini di casa ma altre differenze, che comunque erano state inserite in una variante per cui era già stata richiesta una sanatoria.

In Procura però, almeno fino a ieri, non risultava che fosse stata accordata alcuna sanatoria. Da qui la necessità di fare chiarezza, probabilmente più sull’iter amministrativo collegato al cantiere che all’intervento in sé.

L’intera vicenda, è chiaro, riguarda anche gli uffici comunali, che insieme alla Sovrintendenza hanno dato l’ok al cantiere. L’assessore all’urbanistica Margherita Pia, infatti, appena saputo del sequestro ha chiarito che gli uffici si occuperanno di verificare la documentazione relativa all’intervento.

Anna Cecchini

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