Il Tirreno

caso bayahibe

Sui nuovi abusi il Comune rivede l’ordinanza

SAN VINCENZO. La rettifica è datata 17 giugno. Ed è arrivata a distanza di una settimana dalla prima versione dell’ordinanza 75 del Comune di San Vincenzo, in cui si ordina la rimozione entro 90...

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SAN VINCENZO. La rettifica è datata 17 giugno. Ed è arrivata a distanza di una settimana dalla prima versione dell’ordinanza 75 del Comune di San Vincenzo, in cui si ordina la rimozione entro 90 giorni del chiosco per il ristoro, lo spogliatoio e i due bagni. Strutture in legno, installate a ridosso dello stabilimento balneare Bayahibe, sul litorale in via del Tirreno, da anni al centro di una querelle legale.

L’errore, non da poco, dell’amministrazione comunale è di aver indicato nella prima versione dell’ordinanza tra i destinatari dell’obbligo di rimozione il geometra Gherardo Zanette che di quei manufatti ha seguito la progettazione e l’installazione come direttore ai lavori. Funzioni che sono terminate con il montaggio, come il professionista aveva avuto modo di specificare nella relazione di fine lavori del 12 giugno 2015. E che ha sottolineato di nuovo agli uffici del Comune in scia alla pubblicazione dell’ordinanza 75. La mancata rimozione di strutture provvisorie “costituisce abuso edilizio per assenza del permesso a costruire”, si legge nell’ordinanza. Dovevano essere demolite il 12 settembre 2015. Adesso c’è l’ordinanza a carico dell’Acquachiara Snc, con il termine di 90 giorni per ottemperare.

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