Italia
Valorizzare gli ospedali locali ma in un’ottica di rete
CECINA. Si parla di un salto di qualità nelle capacità di programmazione della politica sanitaria. Perché nel nuovo contesto istituzionale nato con l’Asl Toscana Nord Ovest si confrontano 103 comuni...
CECINA. Si parla di un salto di qualità nelle capacità di programmazione della politica sanitaria. Perché nel nuovo contesto istituzionale nato con l’Asl Toscana Nord Ovest si confrontano 103 comuni compresi in un territorio non esteso ma variegato. Da qui l’importanza di un Piano di Area Vasta. Il documento del quale si stanno scrivendo le linee di indirizzo il prossimo 22 giugno andrà all’approvazione della Conferenza dei Sindaci dell’Asl Toscana Nord Ovest. Ecco cosa prevede. Si parte da un’analisi della domanda e dell’offerta nell’area vasta e degli standard qualitativi e quantitativi dei servizi. Si sostiene che gli ospedali in rete “dovranno garantire maggiore equità di accesso e risposte qualificate ed adeguate al l bisogno” a partire dai cittadini non autosufficienti e fragili “valorizzando potenzialità e vocazione degli ospedali territoriali e di prossimità integrandoli maggiormente col resto della rete ospedaliera”. Un capitolo è dedicato al tema dell’appropriatezza in relazione alla spesa farmaceutica. Spesa crescente in Toscana con LIvorno che, storicamente, non eccelle in termini di appropriatezza. Da qui la necessità di politiche di integrazione fra realtà territoriale ed ospedaliera. Delle liste d’attesa, al punto 5 del documento, abbiamo già detto, un altro argomento importante è quello relativo alle risorse finanziarie ed il personale. Una previsione del fabbisogno finanziario a livello di area vasta si rende necessario anche per “rendere uniforme su scala aziendale e regionale i livelli bdi finanziamento e di dotazione delle risorse e del personale”. Si deve dare attenzione alle graduatorie per assunzioni in alcune zone (insulari ma anche quelle che devono colmare le piante organiche. E si rimanda sul punto degli investimenti all’esigenza di avere un piano specifico per l’informatizzazione sia interna che esterma.
Al punto 8 si parla di continuità ospedale-territorio. «Il territorio deve evolvere ad un livello qualitativo elevato», si dice. Il Piano di Area Vasta deve inoltre contenere indicazioni altrettanto precvise per la ristrutturazione di percorsi tra specialisti ospedalieri e i mmg (medici di medicina generale) soprattutto per quanto riguarda le gestione delle patologie croniche, coinvolgendo le associazioni funzionali e le Case della Salute. Sull’emergenza-urgenza si sostiene la necessità del mantenimento di presidi ospedalieri che in un raggio di 30 km non vedano la presenza di altri ospedali. Attenzione, poi, al pronto soccorso dove deve funzionare l’osservazione breve ed un rapporto con la rete territoriale.
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