Gioco
Spaccatura fra soci salta l’accordo sul vicepresidente
Polo Magona: i privati e Rosignano votano Genovesi Scali sarà direttore generale. Alla guida ok per Costalli
CECINA. L’intesa ha tenuto pochi giorni. Poi, in assemblea, la frattura è emersa in tutta la sua evidenza. Il risultato delle nomine nel cda del Polo Tecnologico Magona delinea infatti una spaccatura fra soci. Ne fa le spese il presidente uscente Claudio Scali. Per lui sembrava pronta la poltrona di vice presidente, dopo la candidatura comune di Sergio Costalli alla guida del consorzio. Invece Scali si è dovuto accontentare dell’incarico di direttore generale. Hanno pesato i voti del rappresentante dei privati (le aziende che compongono il consorzio) e del rappresentante del Comune di Rosignano e della Provincia di Livorno, vale a dire Simone Genovesi, Paolo Rotelli e Sergio Costalli. Contro questa scelta lo stesso Scali ed il rappresentante del comune di Cecina Alberto Niccolini.
Cosa è successo, allora?
Il professor Claudio Scali, rappresentante del mondo universitario, aveva ricevuto l’okay del sindaco di Cecina Lippi per la carica di vice. Trovata l’intesa sul presidente Sergio Costalli, nominato dal presidente della Provincia Alessandro Franchi, Scali avrebbe fatto il secondo e il mondo universitario - oltre alla vice presidenza - avrebbe avuto una rappresentanza col direttore generale con la conferma di Cristiano Nicolella. Ma sia i soci privati (oggi le aziende rappresentano quasi il 70% dell’”azionariato” del Polo Tecnologico), sia il comune di Rosignano - rappresentato dall’ingegner Paolo Rotelli - hanno ritenuto più opportuna ed equilibrata anche alla luce di una prossima ridefinizione da parte della Regione Toscana del ruolo dei poli tecnologici una ripartizione di incarichi fra privati, università ed enti pubblici. Così è stato deciso di attribuire la vice presidenza del consorzio ad una espressioone del mondo imprenditoriale e la scelta è ricaduta su Simone Genovesi.
Scali, così, è stato “dirottato” alla guida tecnica dell’ente. Scelta, evidentemente, che lo stesso ha contestato insieme al rappresentante del comune di Cecina.
C’è una lettura politica, tuttavia, in questa divisione che è maturata subito alla prima seduta del cda del Polo Magona. Il sindaco di Rosignano Alessandro Franchi, nonchè presidente della Provincia, non avrebbe infatti gradito il fatto di non essere stato messa a conoscenza della scelta originaria, caldeggiata da Lippi e da Cecina, di assegnare a Scali la vice presidenza. Così venerdì sera - al momento della votazione - si è consumato lo strappo con Provincia di Livorno, comune di Rosignano e privati da un lato - comune di Cecina e Università dall’altro. Per Costalli, dunque, un inizio in salitaed un compito non facile di dare un nuovo impulso ad un consorzio che fatica a farsi spazio.(a.r.)
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