Il Tirreno

Negozi chiusi, volantini di protesta

Negozi chiusi, volantini di protesta

San Vincenzo, nella notte le saracinesche nella zona pedonale tappezzate con un messaggio di critica

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SAN VINCENZO. Protesta eclatante, ma civile, nella zona pedonale sanvincenzina, dove ignoti hanno attaccato alle saracinesche dei negozi chiusi un foglio, scritto al computer, con le parole “Sono i commercianti come voi che fanno turismo a San Vincenzo... Complimenti!!!! Il 16 di giugno chiusi totalmente alla sera. I commenti dei turisti ve li lasciamo immaginare...”. Sì. Saracinesche abbassate per molte attività della Zona blu. Come si legge anche nel foglio di protesta, non siamo a novembre. È la sera del 16 giugno. Ormai estate. Un po’ di gente c’è.

I cartelli sono comparsi nella notte di giovedì nella zona pedonale di San Vincenzo, quello che dovrebbe essere il cuore commerciale e turistico della cittadina. Difficile sapere di più. Bocche cucite. Nelle stanze del Comune come al mattino tra i commercianti. Nessuno che si sbilancia. Anche se quel silenzio che vorrebbe mettere la sordina alla protesta finisce per alimentarla. Per non fare chiarezza.

A sentire qualche testimone di alcune scene serali, i turisti, in effetti, sarebbero rimasti piuttosto interdetti. Una pessima figura, hanno detto, sia per i commercianti che, soprattutto, per il paese intero. A quanto pare, gli esercenti non comunicano fra di loro: non solo ognuno fa quel che vuole e quando vuole, ma soprattutto pare che in molti viga la regola di tirare l’acqua al proprio mulino e chi si è visto, si è visto. Ma chiunque lo dica, è reo di lesa maestà.

Tutti sanno, vedono, ma difficilmente se ne può parlare con un cronista. Alcuni dopo aver visto il volantino sono rimasti scocciati e offesi per il contenuto. Quasi che quella mano anonima avesse invaso la propria sfera. Eppure, se di ragioni per non aprire nel dopocena ce ne sono non dovrebbero esserci timori nel reclamarle. L’apertura non è un obbligo. Eppure quel foglio anonimo, incollato alle vetrine spente dei negozi, nel quale si ringraziano sarcasticamente gli esercenti per il servizio e l’accoglienza che offrono ai villeggianti punta il dito su un tema caldo. E più volte al centro del dibattito tra i commercianti, le associazioni di categoria e le amministrazioni comunali che si sono succedute da quando via Vittorio Emanuele è stata trasformata nel salotto buono. Salotto tra l’altro che sarà interessato da più di una trasformazione, a cominciare dai gazebo che nel tempo hanno finito per colonizzare gli spazi.

All’anonimo vendicatore delle pretese dei villeggianti forse sarebbe bastato constatare un segno di buona volontà. Prolungare le aperture anche nelle ore serali o per lo meno lasciare le vetrine illuminate per non contribuire a fare di San Vincenzo una località “spenta” e frustrare anche la buona volontà dei tanti negozianti e locali che a dare un servizio nelle ore serali ci provano e investono tempo, energie e risorse.

La stagione turistica è iniziata. E se lo slogan della destagionalizzazione ha un senso, chiama in causa anche la categoria dei commercianti che con le loro attività contribuiscono a non far sentire il visitatore di essere finito in un deserto, anche quando la clientela non è così numerosa da ripagare del sacrificio.

Manolo Morandini

Paolo Federighi

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