Il dolore
Via libera a Costantino anche da “vecchi” del Pd
Pacini: «L’uomo che può mediare», ok anche da Pieraccini e Argentieri Il neonominato all’assemblea: «Più che un segretario sarò un coordinatore»
CECINA. Improvvisamente nel Pd è scoppiata la pace. O così almeno pare. La proposta del segretario Bacci di nominare Giuseppe Costantino come “traghettatore” verso il congresso autunnale è stata approvata con consenso unanime. E gli interventi tutti all’insegna dell’addio alle armi. Molto ha influito il fatto che il dirigente livornese nella fase introduttiva agitava verso gli astanti il volantino del Sì prefigurando nella battaglia referendaria la «necessità dell’unità interna del partito» come condizione necessaria per evitare la catastrofe.
Il messaggio è arrivato. Da qui la stura degli interventi improntati tutti a scongiurare la prosecuzione della guerriglia interna.
Hanno iniziato i capi “storici” del partito. Paolo Pacini ha ricordato le «virtù mediatrici» di Costantino quando era suo vicesindaco. Massimo Marini ha rammentato l’importanza di aprire nell’assemblea comunale la fase di un dibattito senza pregiudizi sui grandi temi politici d’attualità. E poi Pieraccini, Argentieri, Dominici, hanno sottolineato l’importanza di una personalità non coinvolta negli scontri personali che si sono susseguiti troppo a lungo nel partito.
Anche la questione del comitato esterno del sì viene superata da Calderone proponendo lo stesso non antagonista a quello che muove dagli organi interni del Pd e dunque come un contributo per «avvicinare»meglio i non iscritti.
Interessante il fatto che anche Luigi Valori, che presiede il consiglio comunale, e Carlo Ceccarelli, segretario del circolo di Palazzi, abbiano confermato la loro fiducia nelle capacità di Costantino di guidare il gruppo collegiale dei collaboratori verso la fase congressuale.
Infine, il sindaco Samuele Lippi che ha collegato la vicenda interna con la soluzione proposta come «utile ed importante» nella prosecuzione dei lavori locali che l’amministrazione ha posto in essere. A questi attestati di fiducia nella replica finale Costantino ha voluto attenuare la portata del suo ruolo. Quindi non un incarico di segreteria con compiti politici di orientamento definito, ma un coordinatore di un collegio che accompagni il Pd sia negli aspetti organizzativi della Festa dell’Unità, sia nella preparazione dello scontro referendario, magari anche predisponendo incontri su materie specifiche.
Il tutto per arrivare alla fase congressuale dove verranno presentate le varie mozioni e le figure politiche per i ruoli di direzione.
Da qui l'affiancamento anche dei segretari di circolo, dei circoli Guido Rossa e Palazzi, come Battini e Ceccarelli, nel collegio coordinato da Costantino.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
