Il Tirreno

Un socialista per il Pd Costantino il traghettatore

Un socialista per il Pd Costantino il traghettatore

Bacci sceglie il segretario. Prima grana, il comitato del sì nato fuori dal partito Clima favorevole all’assemblea. Lui chiarisce: «Sono pertiniano, non renziano»

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CECINA. Ora tocca a Costantino. Un socialista per tenere a bada un partito che, su scala locale, somiglia tanto a Crono, il dio titano che divorava i figli. Perché il Pd cecinese, in neppure due anni, si è fatto fuori quattro segretari. L’ultimo quel Filippo Costalli che, appena eletto, ci confidò con l’abituale sarcasmo che lo contraddistingue: «la prima cosa che ho fatto? Ho scritto la lettera di dimissioni». Profetico.

Ora sotto con Antonio Giuseppe Costantino, detto Pino, trafila nel partito socialista, uomo moderato, temperamento da mediatore, ricucitore di strappi, a cui il segretario provinciale Lorenzo Bacci si affida dopo diversi tentativi per traghettare un partito scosso, diviso e lacerato da vecchi conflitti e rancori mai sopiti. Traghettarlo verso quel congresso che dovrà ridisegnare una segretaria quantomeno stabile. E ridare un po’ di tranquillità ai democratici cecinesi. In una città peraltro, politicamente a rischio per il Pd livornese che dopo la sberla grillina del capoluogo aveva (ed ha) paura che Cecina possa diventare una seconda Caporetto di provincia.

Intanto però il Pd governa. E decide con un partito, fino ad oggi, debole proprio per l’assenza di una leadership. Un problema più volte segnalato nelle assemblee alla Rossa, e non solo lì.

Costantino, il “sarto” - un “pertiniano, non un renziano” (è una sua ammissione di ieri all’assemblea, del resto non poteva essere altrimenti) - si affiderà ad una cabina di regia collaudata costituita da Lia Burgalassi, Pietro Gambino ed il capogruppo in consiglio Nicola Imbroglia.

Chiariamo che attorno alla figura del neo coordinatore ieri pomeriggio si respirava un buon clima. Proprio perchè figura non divisiva, con un’esperienza politica ed amministrativa comunque importante. Certo è che il compito che si accinge ad eseguire Pino Costantino è davvero molto delicato. Perché c’è da mettere insieme anime diverse e ricompattare un partito fino a ieri praticamente commissariato. Con Bacci, non a caso, c’era Sandra Scarpellini, sindaco di Castagneto, una delle prescelte da Livorno per monitorare il caso Cecina e tirare le fila di un organismo sprovvisto di un segretario.

Una delle prime grande che il socialista Costantino (tra l’altro fondatore sul territorio dell’associazione politico-culturale Fare Europa) dovrà sbrigare è quella dei comitati renziani per il Sì al referendum. Qui c’è quello nato al Fitto, su spinta di Luna Biondo, Katia Calderone e Luigi Valori. Quest’ultimo è rientrato nei ranghi e parteciperà al comitato che sta nascendo dentro il Pd cecinese e per il quale si stanno già raccogliendo le firme. Ma gli altri promotori vogliono andare avanti nonostante un richiamo che arriva da Casa Democratici. Costantino, ancora una volta, dovrà trovare l’unità. E non sarà facile.

Poi c’è preparare la festa estiva, affrontare subito alcuni temi caldi nell’agenda politica, a partire da quello della sanità (per questo il neo segretario conta molto sull’apporto di Lia Burgalassi). E portare il partito cecinese, ricostituito, verso quel congresso che si farà non certo prima di sei mesi.

Sperando che nel frattempo non montino altre frizioni o nuovi casi di scontro. E che il Pd-Crono cecinese non si mangi anche Costantino, il sarto, ultima carta in mano a Bacci e compagni. (a.r.)

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di Redazione web