Il Tirreno

Sanità, protesta per l’ingessatura

La donna si deve togliere il gesso ma il medico decide di rimandarla a casa

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CECINA. Dal 18 maggio convive con il braccio destro ingessato. La frattura, dovuta a una caduta, è al radio destro. La signora Maria Beatrice Orsi segue scrupolosamente le indicazioni ricevute dal medico dell’ortopedia dell’ospedale di Cecina. «Dopo una settimana dall’ingessatura mi sono presentata al controllo – dice la donna –. Ho avuto la fortuna di trovare in turno lo stesso dottore che mi aveva curato e fatto il gesso. Mi viene fatta una lastra ed esco dall’ospedale con una certezza in più sull’esito dell’incidente». In pratica, la lastra dimostra una buona tolleranza della signora Maria Beatrice al gesso e che tutto sta procedendo per il meglio. «L’indicazione del medico è di presentarmi in ospedale dopo 21 giorni per la rimozione del gesso», afferma. E così la signora Orsi ha fatto. Ma questa volta non incrocia lo stesso medico. «Mi sento dire che a discrezione del medico per questo tipo di fratture servono 35 giorni di gesso e che mi sarei dovuta presentare tra sette giorni». L’episodio che fa andare su tutte le furie la signora accade la mattina del 15 giugno. «Che cosa significa a discrezione del medico? – si chiede –. Mi sono presentata all’appuntamento con un’indicazione precisa, fatta da un medico ortopedico, e mi sono sentita rifiutare la prestazione. E solo su un principio di discrezionalità, senza che sia stata fatto un esame per stabilire la necessità di prolungare l’ingessatura. Se c’è un lasso di tempo perché la frattura si ricomponga non capisco in che consista la discrezionalità a cui si è appellato il medico».

Una mattina persa, a cui si somma il tempo di prenotazione al Cup. «Avrei capito la discrezione medica nel valutare quale tipo e per quanto tempo fare le terapie di riabilitazione, ma non nel togliere il gesso – sostiene la signora Maria Beatrice –. Mi sono sentita dire di uscire e andare di nuovo al Cup per prenotare un nuovo appuntamento. A quel punto ho puntato i piedi. Addirittura per quel medico avrei dovuto rimettermi di nuovo in fila. L’unica consolazione è che almeno il prossimo appuntamento per togliere il gesso lo hanno fissato loro tra 7 giorni». (m.m.)

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