Finanza
Polemiche per la piazza chiusa
Il ristoratore Altero Giomi al Comune: «Penalizza i commercianti»
VADA. «Mi chiedo se ogni anno dovrò continuare a fare rumore per far capire che chiudere ogni estate la viabilità intorno alla piazza Garibaldi di Vada sia una scelta sbagliata per il commercio, sono 28 anni che mi confronto con questa storia cercando l'attenzione del sindaco, degli assessori e della Pro Loco di Vada» spiega Altero Giomi, titolare dello storico ristorante “Il Ducale” di Vada, situato sul lato sud di piazza Garibaldi, nell'antico palazzo vadese. Altero Giomi ha aperto questo famoso ristorante nel 1988 e negli anni ha collezionato riconoscimenti prestigiosi per la qualità della sua cucina, dal Gambero Rosso alla guida Michelin, il nome del ristorante vadese è presente negli itinerari di tutti i gourmet. Attori, politici, buongustai di tutto il mondo arrivano in questo ristorante da molti anni e le storie che può raccontare il signor Giomi sulla sua attività sono molte. «Marcello Mastroianni veniva a cena qui quando si trovava a Castiglioncello – racconta il Signor Giomi – lo conobbi grazie a un conoscente comune che gli raccontò del nostro ristorante e del nostro pesce. Arrivò e io gli davo del “Lei” con grande rispetto ma lui era un tipo socievole, alla mano e mi dette subito del tu chiedendomi di fare altrettanto. Andò a finire che ci inventammo un piatto insieme, uno di quelli più rinomati che cuciniamo ancora oggi, il “piatto ghiotto”».
La chiusura della strada intorno alla piazza preoccupa da anni il ristoratore che ha sottolineato come questa scelta crei disagi alla sua attività. «È una scelta che ci crea un vero e proprio danno economico, ho chiesto di parlare con il sindaco e l'assessore anche gli scorsi anni, e l'anno scorso andò bene ma giusto qualche giorno fa mi è stato segnalato che questa estate la strada sarà nuovamente chiusa, mi hanno già indicato per cominciare la data del 6 luglio, ma ce ne saranno anche altre sicuramente – spiega Altero Giomi - continuo a mostrare una forte contrarietà e chiedo per favore che la Pro Loco ascolti anche la mia voce, perché andare avanti così non è più sostenibile».
Silvia Trovato
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