Il Tirreno

Sant’Andrea recupera i suoi tesori

di Federica Lessi
Sant’Andrea recupera i suoi tesori

Restituiti alla parrocchia due dipinti seicenteschi. L’iniziativa del Punto d’Incontro

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CECINA. È stata una riscoperta dei beni della comunità: la restituzione dei due dipinti alla chiesa di Sant'Andrea a Marina ieri ha focalizzato il valore del patrimonio d'arte italiano, l'immensa opera di committenza della chiesa ma anche il senso di devozione della comunità.

Le due grandi tele, che si trovano al centro della navata di Sant'Andrea una di fronte all'altra, inserite in edicole barocche, raffigurano due adorazioni della Vergine da parte di santi degli ordini religiosi. Sono datate al sedicesimo e diciassettesimo secolo, e sono state restaurate dalla Soprintendenza di Pisa per iniziativa della presidente di Punto d'Incontro Vania Partilora e con il contributo (stimato in circa 6000 euro) della Banca di Credito Cooperativo di Castagneto. Per la ricollocazione si sono riunite autorità civili e religiose, forze dell'ordine, esponenti della cultura e cittadini. L'arcivescovo Alberto Silvani ha parlato del grande patrimonio della chiesa e della responsabilità di custodirlo degnamente, mentre il vicesindaco e assessore alla cultura Giovanni Salvini ha sottolineato l'importanza del bene che viene restituito alla comunità, ma anche le ragioni della fede e della partecipazione delle persone al valore dell'arte. Sono intervenuti anche il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani e l'onorevole Maria Grazia Rocchi. Più di tutti è apparsa raggiante Partilora, che ha ribadito il suo impegno per la cultura dicendo «ho messo tanta amore per la città in cui vivo e l'ho esplicato anche con questo restauro, quando ho saputo che ce n'era bisogno». Sponsor dell'operazione è stata la Bcc per interessamento del direttore generale Fabrizio Mannari. «Quella per l'arte è una passione che condivido il con Cda - ha detto - quando abbiamo saputo che queste opere erano di valore abbiamo deciso di intervenire. Come cooperativa promuoviamo interventi di carattere sociale dove c'è bisogno e Cecina per noi è una piazza importante». Le due tele oggi sono fruibili nella loro qualità: quella a sinistra con composizione armoniosa e colori splendenti in giallo e azzurro, contiene una cornice dorata che inquadra il gruppo in gesso dipinto della “Madonna delle Grazie” (ora collocato vicino all'altare), ritenuto di provenienza miracolosa dal mare; quella a destra ha una composizione piramidale con la Vergine e un gruppo di santi, è più scura e attribuita al Seicento. Don Marco Fabbri ci ha illustrato brevemente il loro legame con la chiesa.

«Nel dipinto a sinistra c'è San Giuseppe e San Pasquale Baylon dell'ordine dei Frati Minimi - ha spiegato - perché in origine la chiesa, dedicata nel 1789, era intitolata a San Giuseppe. Poichè nel 1955 gli fu intitolato il duomo, fu attribuita all'apostolo Andrea, pescatore. Inoltre nel Settecento era retta dai Frati Minimi, ordine fondato da San Francesco di Paola, a cui si riconducono i santi della famiglia francescana: San Francesco d'Assisi, Santa Chiara e Sant'Antonio da Padova raffigurati nell'altra tela».

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