Italia
Dolore tra gli hangar «Alessio e Cherubino erano piloti esperti»
Silenzio tra i paracadutisti nella sede della Skydive Kalifornia Lippi: «Vicino alle famiglie, questa resta un’ottima zona di lancio»
CECINA. Alessio e Cherubino erano piloti esperti. E non è una frase fatta ora che sono morti. Alessio Orzella, il più grande, 37 anni di Roma, aveva un bel numero di ore di volo in saccoccia. E soprattutto una preparazione tecnica notevole che lo ha visto al servizio della protezione civile pilotare i canadair utilizzati per lo spegnimento di incendi. Proprio con la protezione civile ha partecipato ad una missione in Russia insieme ad altri colleghi. Aveva anche pratica di paracadutismo. Così come l’amico, il piemontese Cherubino Sbrana, 28 anni, originario di Carmagnola (Torino), che era in plancia con lui ieri per un volo ripetuto centinaia di volte. Una psta che conoscevano bene quella del Paduletto, così come lo spazio aereo sorvolato tante volte.
All’aviosuperficie il traffico è fermo. Regna il silenzio. Non borbottano i motori degli aerei, quasi nessuno attorno agli hangar: un’immobilità irreale per il fine settimana, quando gli appassionati si ritrovano per dare l’assalto al cielo, riempiendo di colori ed entusiasmo la zona. La sede di Skydive Kalifornia è aperta, alcuni paracadutisti si sono ritrovati lì.
Quasi tutti gli ingressi delle aviorimesse sono chiusi, solo l’ultimo è aperto. Dentro ci sono gli amici, i compagni d’avventura dei due piloti morti ieri. Stanno in cerchio, qualcuno abbracciato. Teste chine, a cercare riparo tra le gambe. Sguardi fissi a terra, quasi tutti coperti da occhiali da sole. Chi non li indossa, mostra due occhi rossi e gonfi. Con comprensibile riserbo scelgono di non parlare. Non c’è niente da dire, oggi. Solo da maledire la sfortuna. Con molto garbo fanno capire che preferiscono rimanere soli. Una grande compostezza di fronte a un evento così terribile va rispettata.
A un centinaio di metri di distanza c’è la sede dell’avioclub E. Belcari. Un gruppo di uomini, alcuni ex piloti, commentano l’avvenimento. Ìl presidente del club, Franco Belcari, è smarrito: «Ci frequentiamo poco con loro - dice facendo cenno col capo ai paracadutisti - loro vengono il sabato e la domenica. Vengono da fuori, non c’è tempo di frequentarsi granché. Delle due vittime conoscevo solo un po’ il pilota, sembrava una brava persona. Dispiace molto per quello che è accaduto: pur non conoscendoci è una cosa che ci riguarda tutti». I resti dell’aeromobile saranno trasportati in uno degli hangar dell’aviosuperficie. «Ne abbiamo messa a disposizione una, lo terremo qui dopo i rilievi», spiega Belcari.
Cordoglio esprime anche il sindaco di Cecina Samuele Lippi. Per tutta la giornata ha fatto spola tra il luogo della tragedia e all’aviosuperficie, per accertarsi dell’accaduto: «Sono colpito e dispiaciuto, il primo pensiero ovviamente va alle famiglie. Quella è una zona del demanio militare che è considerata tra le migliori per il lancio dei paracadutisti».(l.d.; a.r.)
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