Il Tirreno

Un centro benessere per salvare l’ex Lido

di Maria Meini
Un centro benessere per salvare l’ex Lido

La proposta informale di un imprenditore che piace all’amministrazione Ma c’è ancora da risolvere l’ingarbugliata situazione fallimentare

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CECINA. Nuovo capitolo nella lunga storia dell’ex hotel Lido, il cantiere fantasma che incombe ormai come un incubo da 10 anni sul lungomare di Cecina. L’ultima asta, a fine aprile, è andata deserta. Ed era il settimo tentativo di vendita dell’immobile. Ora si affaccia un’ipotesi di “salvataggio”: la proposta di realizzare all’interno dell’ex albergo, demolito per far posto a una Rta mai nata, un centro benessere con spa e con un eventuale settore commerciale.

Un’ipotesi ventilata dalla proposta di un imprenditore ma rimasta nel cassetto in attesa che si sbrogli l’inghippo giudiziario. Tutto infatti è subordinato al tribunale fallimentare. La vicenda appare di difficile soluzione, anche alla luce dell’ultimo tentativo di vendita all’asta, il settimo appunto, andato deserto. Alla scadenza, il 28 aprile, sul tavolo del commercialista livornese Giulio Pierulivo, curatore giudiziario dell’immobile, non è stata presentata nessuna offerta. Eppure la cifra è appetibile: “solo” 2,7 milioni, meno della metà dell’importo originario, con la possibilità di scendere ancora del 25%. Si parla però di contatti informali nei giorni e settimane precedenti, legati appunto ad ipotesi di trasformazione d’uso della struttura. Si è tornati così a parlare di una riconversione in edilizia residenziale. Ipotesi che però l’amministrazione comunale ha smentito. Anche perché aprirebbe un fronte, con appetiti pericolosi.

Come risolvere allora il problema dell’ecomostro, che quest’estate festeggia i 10 anni di permanenza frontemare? Un cantiere fantasma, abbandonato dopo la crisi della società costruttrice, la Maestrale srl. Che ha ripercorso nei mesi scorsi ipotesi di concordato per la vendita dell’immobile, ma inutilmente. Il progetto di ristrutturazione del debito infatti è stato ritenuto insufficiente. Il progetto, approvato a suo tempo dal Comune di Cecina - che figura tra i creditori e che si è dovuto far carico della messa in sicurezza - prevede la destinazione turistico ricettiva, una Rta con 36 unità abitative dislocate su quattro piani, di cui 12 camere, nove monolocali, 15 bilocali, e inoltre locali di servizio, spazi comuni, un garage interrato e fondi commerciali al piano terra. L’amministrazione comunale ha bocciato categoricamente l’ipotesi di trasformazione in residenziale. La proposta intermedia, del centro benessere, è accolta invece con interesse. «Il nostro obiettivo - dice il sindaco Samuele Lippi - è di arrivare finalmente a risolvere la questione, diventata insostenibile: se c’è l’interesse a creare un centro benessere a supporto degli alberghi e delle altre strutture ricettive di Marina ben venga, ben venga pure un albergo e uno spazio commerciale. Basta che non siano appartamenti».

@mariameini

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