Il Tirreno

Qui paghi, qui per ora no Tariffe uniche? Macchè, un caos

Qui paghi, qui per ora no Tariffe uniche? Macchè, un caos

Turisti stranieri disorientati: in pochi chilometri regimi diversi, Rosignano la applica, Cecina da luglio Anche Bibbona e Castagneto per conto loro. Stesse stelle ma importi spesso differenti

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ROSIGNANO. Kurt viene dall'Austria. Ha passato alcune notti in un hotel di Cecina, poi si è spostato di pochi chilometri più a sud, alla Mazzanta, ma nel comune di Rosignano Marittimo. Qualcosa non gli torna, esaminando le ricevute del conto. Perché alla Mazzanta ha pagato 1,5 di imposta di soggiorno e la notte prima, a Cecina, di questa imposta non c'è traccia? Kurt e famiglia si rivolgono all'ufficio della Pro Loco di Vada, in cerca di spiegazioni. Allo sportello il personale chiarisce. «Il comune di Cecina - dove lei ha soggiornato fino a pochi giorni fa - non applica la tassa a giugno, ma dal primo luglio. Rosignano, invece, sì. Dal primo giugno al 30 ottobre l'imposta comunale è applicata da tutte le strutture ricettive».

Svelato l'arcano. Eppure Kurt ci guarda stralunato. Non riesce a comprendere come, nel raggio di pochissimi chilometri ed in alberghi simili per tipologia e servizi, si applichino due "regimi fiscali" diversi. E la nostra famigliola asburgica in vacanza nel Belpaese si è fermata tra Cecina e Rosignano. Avesse proseguito più a sud, in quella che comunemente si definisce Costa degli Etruschi avrebbe trovato situazioni ancora diverse: un guazzabuglio di tariffe non omogenee in vigore in periodi estivi differenti. Con Bibbona e Rosignano che sono partiti dal primo di giugno, Cecina partirà a luglio e Castagneto Carducci, addirittura, ha applicato l'imposta di soggiorno dal primo maggio. E diversi sono anche le date in cui termina il periodo di applicazione: 15 settembre a Cecina e Bibbona, 30 settembre Castagneto, 30 ottobre Rosignano.

«Purtroppo questa famiglia non è l'unica che si è rivolta alla nostra Pro Loco - spiega il presidente Roberto Creatini - per avere spiegazioni. Gli stranieri, solitamente molto precisi e scrupolosi, hanno notato questa anomalia e l'hanno fatta presente».

Alla faccia della cabina di regia sul turismo, dei progetti (o forse sarebbe meglio dire discorsi) sulla nostra costa da "vendere" come un pacchetto unico, delle sinergie e della fine dei campanili e delle manovre di piccolo cabotaggio per conservarsi l'orticello da gestire come ci pare. L'unificazione delle tariffe dell'imposta di soggiorno o, perlomeno, la presentazione di un calendario unico di applicazione, è ancora una chimera e sebbene da anni - ogni volta - si parli della necessità per enti locali e associazioni di categoria (Confcommercio, Confesercenti, albergatori, campeggiatori etc…) di presentare un programma comune, ancora oggi - estate 2016 - ognuno va per conto suo. Il che è legittimo, ci mancherebbe. Ma cozza con tutti i proclami fatti negli anni per una programmazione turistica comune.

Guardando le tariffe applicate dai comuni della bassa val di Cecina non può passare inosservato come ci siano differenze talvolta anche per strutture uguali nella classificazione. Prendiamo un hotel 4 stelle. A Cecina si paga un euro a persona a Bibbona 1,50 a Rosignano e Castagneto 2. Con quest'ultimo comune che si distingue fissando la tariffa di 2,50 per i 5 stelle e superiori. Tariffe diverse anche per affittacamere, agriturismi mentre sono uguali per i campeggi (tutti 0,5). Diversi, naturalmente, gli importi (il gettito) previsti dagli enti locali variabili dai 170 ai 370mila euro. Così come non sempre è chiaro dove finiscono questi soldi che, a regola, devorebbero essere spesi per supportare servizi e attività turistica.(a.r.)

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