Sicurezza
«Allarme criminalità ne discutano i consigli»
CASTAGNETO. Il presidio di Libera "Rossella Casini" di Castagneto Carducci/San Vincenzo chiede ai consigli comunali dei due comuni di discutere delle recenti operazioni di polizia nella provincia di...
CASTAGNETO. Il presidio di Libera "Rossella Casini" di Castagneto Carducci/San Vincenzo chiede ai consigli comunali dei due comuni di discutere delle recenti operazioni di polizia nella provincia di Livorno, in particolare “Akuarius" (su omicidi e traffico internazionale di droga), che rilevano «segnali allarmanti della presenza delle mafie in Toscana».
Serve una reazione pubblica di cittadini e istituzioni per togliere il terreno da sotto i piedi delle organizzazioni criminali, afferma l’associazione. La quale aggiunge: «È molto preoccupante ciò che rivela l'operazione "Akuarius", come altrettanto significativo è il risultato con essa ottenuto. Forze dell'ordine e magistratura fiorentina hanno sgominato una banda di trafficanti di droga calabro-labronici, autori anche del feroce segnale lanciato con l'assassinio di un loro broker in quel di Tirrenia. Una banda collegata alla 'ndrina reggina dei Mazzaferro e operante in tutta la regione - ricorda Libera - , che usava il porto di Livorno come base di approvvigionamento della cocaina. La Toscana non è più, da tempo, terra ai margini delle dinamiche mafiose, l'operazione di questi giorni ci rivela la presenza 'ndranghetista operativa con soggetti locali, alcuni dei quali già noti alle cronache. Sono recenti le operazioni giudiziarie che hanno interessato la zona sud della provincia di Livorno, che, con l'applicazione della normativa antimafia, hanno portato alla confisca di immobili e conti correnti per svariati milioni di euro. Dobbiamo però preoccuparci della "debolezza" di questi territori davanti ad infiltrazioni criminose, più o meno mascherate (pecunia non olet), con tutte le caratteristiche della mafiosità. L'usura, favorita dalla crisi economica, dalle dipendenze da sostanze, alcol, gioco d'azzardo (legale e non), la difficoltà nel denunciarla, sintomo di crisi sociale, paura, isolamento. Usura che sfocia in fallimenti e operazioni immobiliari (residenziali e d'impresa) con le quali arricchirsi e gestire un mercato, verso extracomunitari in particolare, con molte ombre sulla regolarità degli affitti. Fino ad arrivare a pressioni verso gli stessi immigrati che, in debito (di affitti o altro), vengono costretti a trasformarsi in manovalanza per lo spaccio, ecc... Va detto che, troppo spesso, ciò avviene con una sorta di comprensione sociale, perché "almeno a quelli qualcuno gli affitta le case" altrimenti, aggiungiamo noi, crescerebbe l'emergenza abitativa e la pressione sui Comuni. Anche nella Toscana della qualità sono sempre più le indagini e le denunce che rivelano il super sfruttamento in agricoltura di immigrati e profughi».
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