Il Tirreno

Aggressioni al Saint Vincent è polemica sui profughi

di Alessandro Bientinesi
L'esterno dell'hotel Saint Vincent a Castiglioncello
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L'esterno dell'hotel Saint Vincent a Castiglioncello

Castiglioncello, nel dibattito interviene il parroco don Fiordaliso: «Episodio da condannare ma perché 5 cattivi fanno più rumore di 39 buoni?». Il Pd: «Rigurgiti di odio». Il commento di Maria Meini

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ROSIGNANO. «Sono convinto che il fenomeno migratorio non si affronta con le chiusure e le espulsioni. Sono convinto che da sempre l'uomo si sposta da dove si sta peggio a dove si sta meglio. Sono convinto che l'integrazione con chi viene dall'Africa o dal Medio Oriente ci potrebbe fare bene. Sono convinto che la sicurezza sia un valore da conciliare con l’accoglienza. Sono convinto che chi ha bisogno abbia diritto di essere aiutato indipendentemente dal luogo di nascita». Inizia così l’intervento di don Francesco Fiordaliso, parroco di Castiglioncello. Parole scritte direttamente su Facebook dove il dibattito su quanto accaduto all’hotel Saint Vincent di Castiglioncello il 7 giugno, con l’aggressione da parte di cinque nigeriani ad un mediatore culturale dell’Arci e a un dipendente dell’albergo, prosegue da giorni. Con toni accesi. Tante le accuse alla politica di accoglienza. Come sempre in questi casi si risvegliano atteggiamenti di chiusura. Che terminano con il classico: “Rimandiamoli tutti a casa”. Il parroco si rifà proprio all’attacco di uno di questi commenti (“Io non ho pregiudizi, non sono razzista...”): «Premetto - dice don Fiordaliso - che io ho dei pregiudizi, ne sono ben cosciente, sono convinto che il fenomeno migratorio non si affronta con le chiusure e le espulsioni...».

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Argomenta il parroco di Castiglioncello. «L'episodio accaduto l'altro ieri e che tanti commenti e reazioni ha suscitato è increscioso e i responsabili devono essere messi nelle condizioni di non nuocere – spiega ancora don Fiordaliso -. A questo punto, però, mi domando: pare evidente che chi ha messo in atto atteggiamenti violenti e aggressivi siano 5 ragazzi dei 44 ospiti nella struttura. Quindi 5 ragazzi su 44 hanno fatto una cosa incresciosa e sbagliata mentre 39 su 44 non hanno fatto niente! Perché allora quei 6 devono diventare rappresentativi di tutta la categoria degli immigrati, profughi, stranieri? Perché non lo sono i 38? Perché 5 diventano più rappresentativi di 38?».

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Una deduzione alla quale ne segue, sul gruppo “Sei di Castiglioncello se”, un’altra ancora. «Non è che, forse, anche chi ha fatto commenti del genere e ha richiamato i buonisti radical chic rompicoglioni, abbia dei pregiudizi proprio come me anche se in direzione diversa? – scrive Don Fiordaliso - il problema è quando si pensa che i nostri pregiudizi, dettati dall'esperienza, dall'educazione, dai propri valori, siano oggettivi e non ci permettono di leggere la realtà in maniera un po' più obbiettiva per cui qualcuno minimizza e qualcun'altro ne fa una tragedia, ma in entrambi i casi è una distorsione. Non penso ci sia razzismo, ma pregiudizio si e riconoscerlo potrebbe aiutarci tutti a un confronto un po’ più sereno e obbiettivo e, forse, anche ad adottare soluzioni possibili che ci possano fare bene». Quella di Don Fiordaliso, però, non è l’unica reazione ormai a tre giorni di distanza dall’aggressione al Saint Vincent.

Anche il Pd, dopo l’attacco frontale dei gruppi di opposizione del consiglio comunale di Rosignano e della Lega Nord, interviene. «Le vicende degli ultimi giorni all'hotel Saint Vincent sono elementi di allarme e di preoccupazione, che devono far tenere alta la guardia e l'attenzione sul tema dell'immigrazione e della successiva accoglienza, ma altrettanto grave è generalizzare il tutto con qualunquismo e rigurgiti di odio – spiegano in una nota dal Pd di Rosignano -. In Italia, nonostante i continui sbarchi e l'aumentare dei richiedenti asilo, la situazione fino ad oggi è stata gestita con molta attenzione, anche in Toscana. Sarebbe un errore vanificare tanto lavoro per un semplice sciacallaggio politico. Comuni e Regione non sono soggetti direttamente responsabili nella materia dell'accoglienza, ma si attivano con la regia della prefetture e del Governo; in questo quadro di estrema difficoltà lo sforzo che dovrebbero fare tutte le forze politiche responsabili, comprese quelle che a livello comunale si definiscono forze di sinistra attente però a questi temi solo a fasi alterne, dovrebbe essere quello di sensibilizzare un dibattito che supporti nuove soluzioni sull'accoglienza a tutti i livelli, compreso quello europeo».

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