Il dolore
La ditta Pes costruirà una centrale in Cile
Geotermia: tecnici e operai lavoreranno a 4.500 metri d’altezza, una commessa da 23 milioni
ROSIGNANO. Venti tra ingegneri, tecnici, operai e capisquadra della Valdicecina andranno in Cile a lavorare alla realizzazione dell’impianto geotermico Cerro Pabellon, il primo impianto di tutto il Sud America e per di più l’unico a una quota di 4.500 metri. La spedizione seguirà l’azienda Pes che ha sede a Rosignano, con uno stabilimento anche a Pomarance, dove sono impiegate 40 persone. Le indiscrezioni parlano di una commessa da 23 milioni di euro per una gara a livello internazionale affidata da Enel Greewn Power alla stessa Pes che, giocoforza, cercherà personale per le lavorazioni anche in Cile, attraverso una sua consociata del Paese sudamericano. «Il nostro orgoglio - ha spiegato il general manager di Pes, Massimo Bottoni - è di portare nel mondo un know-how, in fatto di geotermia, che solo chi opera nella zona della Valdicecina, con particolare riferimento a Larderello, può avere».
La truppa italiana si occuperà del cosiddetto “gathering”. In pratica si tratta dell’impiantistica che condurrà il vapore dall’origine ai macchinari per la produzione energetica. «Che, in realtà, è quello che facciamo ogni giorno», riprende Bottoni.
La centrale di Cerro Pabellon sarà costruita sulle Ande, al confine tra Cile e Bolivia. Sarà in grado di generare circa 340 gigawatt all’ora all’anno, equivalenti al fabbisogno di consumo annuale di 165mila famiglie, evitando l’emissione in atmosfera di più di 166mila tonnellate di anidride carbonica all’anno. Saranno 200 le persone impegnate nella lavorazione nei periodi di punta, mentre la costruzione della centrale sarà suddivisa in due fasi. La prima dovrà terminare entro quest’anno e riguarderà l’allaccio. Poi, entro il termine del 2017 l’impianto dovrà essere ultimato.
Andreas Quirici
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