Il Tirreno

L’arte di Schinasi in piazza porta il messaggio di Toaff

di Federica Lessi
L’arte di Schinasi in piazza porta il messaggio di Toaff

Inaugurati il busto e il bassorilievo alla presenza delle autorità civili e religiose L’artista: «L’opera è un segno di fratellanza e pace contro la violenza»

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CECINA. Il monumento in omaggio al rabbino ElioToaff di Daniel Schinasi, inaugurato ieri sera in piazza Nilde Iotti, ha riunito intorno a sé esponenti di comunità religiose diverse, autorità e cittadini. L’inno di Mameli e una melodia del popolo ebraico hanno aperto la cerimonia, mentre gli interventi delle autorità hanno sottolineato il grande valore dell’iniziativa voluta dal sindaco Samuele Lippi come messaggio di pace e dialogo per la città.

Il presidente del consiglio Valori ha ricordato il valore della memoria da tramandare alle giovani generazioni, mentre l’onorevole Maria Grazia Rocchi ha sottolineato l’importanza del rispetto tra le diverse comunità per una convivenza civile. Oltre agli interventi del consigliere regionale Francesco Gazzetti e dell’assessore di Livorno Nicola Perullo, i contributi più intensi sono venuti dai rappresentanti delle confessioni religiose: don Marco Fabbri per la chiesa cattolica, il messaggio del presidente dei buddisti della Soka Gakkai e le comunità ebraiche di Livorno e Pisa, con parole di commozione e ricordo del legame di Schinasi con le due città. Nella prima l’artista è arrivato profugo da Alessandria d’Egitto e vi ha conosciuto Toaff nel 1957, nella seconda ha realizzato opere pubbliche importanti come il murale della stazione.

«Ho voluto esprimere la filosofia di vita di Toaff, per dare un messaggio di fratellanza e pace contro la violenza», ha detto l’artista, quasi sopraffatto dall’affetto che gli ha manifestato la città per la donazione del busto e del bassorilievo. Un lavoro scultoreo che Schinasi ha affrontato a 83 anni con il coraggio e la libertà espressiva che sono la cifra della sua poetica e delle sue scelte di vita. Nel basamento ha realizzato il rilievo con l’incontro di Papa Giovanni Paolo II e Toaff alla Sinagoga di Roma nel 1986, un momento storico di riconciliazione, e sopra il busto-ritratto del rabbino livornese con la colomba della pace e le tavole della legge.

«Il maestro ha rappresentato l’anima di mio padre – ha detto il figlio Gadiel Toaff – non solo la sembianza fisica ma anche i segni del suo magistero, che è stato improntato al dialogo interreligioso e ha gettato le basi per il superamento delle incomprensioni». Alla cerimonia hanno partecipato la giunta e molti consiglieri comunali, il sindaco di Guardistallo, i rappresentanti delle forze dell’ordine.

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