Sicurezza
In classe i colori delle maschere
La mostra dei lavori degli alunni delle Boschetti Alberti alla sede della Targa
CECINA. Agli alunni delle elementari Boschetti Alberti è bastato un pomeriggio per immergersi nel mondo dei colori e delle maschere, della creatività e dei disegni. Merito della mostra “Natura, fantasia e storia viste con gli occhi di un bambino” che l’associazione Targa Cecina ha ospitato il 4 giugno nella sede di via Torres. Un pomeriggio divertente, nato dall’idea di Monica Mutti, presidente del rione Palazzaccio, che in collaborazione con le maestre ha coinvolto tutte le classi dell’istituto di via Montegrappa per un mese e mezzo.
L’impegno e i risultati sono notevoli. Prime e seconde hanno disegnato e lavorato con la cartapesta raccontando il mondo delle favole, la terza ha compiuto un salto indietro nel tempo riscoprendo la preistoria e il polistirolo, le quarte hanno visitato con la fantasia e i documenti l’antico Egitto e le quinte hanno scolpito le maschere della tragedia greca. Chi le ha viste ha apprezzato l’estro degli studenti tra i sei e gli undici anni.
«L’obiettivo – ha spiegato Mutti – è sviluppare la manualità e la cultura dell’associazionismo, alimentando la tradizione che lega la Targa alla città». Il cui presidente, Alessandro Regoli, ha apprezzato ciò che gli alunni hanno fatto. Un modo semplice e intelligente per avvicinare i ragazzi alla manifestazione e garantirne il futuro. Non a caso, alle due sfilate di settembre, sarà allestito un carro per ospitare le composizioni e i disegni, sul modello del “Cabaret dei palloncini” costruito l’anno scorso.
Mutti non ha però lavorato da sola. Ha lanciato l’idea e trovato l’aiuto delle insegnanti e della sua squadra, formata da Luciana Natalini, Lucia Salvadori, Flavia Mutti, Rachele Frecentese, Marcella Masi e Olga Pantani che, una volta alla settimana, hanno tenuto la divertente lezione nelle aule delle Boschetti Alberti, la scuola elementare del rione Palazzaccio, insegnando e pitturando, ritagliando e colorando con forbici, tempere e pennarelli. Per ottenere, in meno di due mesi, quello che genitori, nonni e dirigenti dell’associazione hanno visto in via Torres nell’unico giorno di esposizione. La mostra meritava però maggiore visibilità, perché rende merito alle capacità dei ragazzi. Sarà per l’anno prossimo, visto che Mutti ha in mente altre idee. Intanto, il cantiere è aperto: calendario sott’occhio, i giorni di lavoro sono quasi contati e le forze non vanno disperse.
Michele Falorni
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