Il dolore
Lite per un fornello, 5 denunciati
Un gruppo di profughi nigeriani ha chiuso in una stanza e aggredito un mediatore e il portinaio
CASTIGLIONCELLO. Hanno acceso un fornellino, di quelli che si utilizzano normalmente in campeggio, per cucinare nella loro camera all’hotel Saint Vincent di Castiglioncello. Struttura che li ospita insieme a migranti e profughi provenienti da Senegal, Ghana, Mali, Guinea, Bangladesh, Pakistan, Gambia e Nigeria. I cinque cittadini, tutti nigeriani, sono stati redarguiti, nel consueto giro di ispezione avvenuto intorno alle 23, da un mediatore culturale dipendente dell’Arci, che ha chiesto agli uomini di spegnere il fornellino. Per ovvi motivi di sicurezza.
Immediatamente si è acceso un diverbio, tanto che il portinaio dell’albergo, fratello del proprietario, è dovuto intervenire. Per tutta risposta i cinque nigeriani hanno chiuso i due nella stanza che li ospitava e li hanno aggrediti. Risolutivo l’intervento dei carabinieri, allertati dagli stessi responsabili della struttura. Operazione tempestiva che ha coinvolto tutte le pattuglie a disposizione al momento del litigio, sia dalla stazione di Castiglioncello che dal comando di Cecina. Uno spiegamento di forze reso necessario dal fatto che all’interno della struttura sono ospitati, ormai da un paio di anni, almeno una quarantina di migranti. E non era chiaro, al momento della richiesta di soccorso, quante persone fossero coinvolte nell’aggressione.
All’arrivo dei carabinieri la tensione è scesa e i nigeriani hanno liberato il mediatore e il portinaio chiusi in precedenza nella loro stanza. Le cinque persone sono state prelevate e portate alla stazione di Castiglioncello dove sono state identificate e successivamente denunciate per violenza privata in concorso e aggravata e lesioni personali. Già nella tarda nottata, però, i cinque uomini hanno potuto tornare all’hotel Saint Vincent. Le persone aggredite sono state refertate all’ospedale di Cecina ma non hanno riportato ferite gravi. L’episodio ha comunque allarmato e non poco i residenti della zona intorno all’albergo, visto l’impressionante spiegamento di mezzi e uomini dei carabinieri.
Si tratta del primo caso di una certa gravità avvenuto dal maggio 2014 quando i primi 29 migranti, provenienti quasi tutti dal Senegal, furono destinati a Castiglioncello. Nel febbraio 2015, poi, al Saint Vincent arrivarono anche uomini da Ghana, Mali, Senegal, Guinea, Bangladesh, Pakistan e Gambia. E poco dopo anche i cittadini nigeriani.
Anche il mediatore culturale, di origini libiche, due anni fa era arrivato a Castiglioncello come profugo. E l’Arci ha deciso di inserirlo, in accordo con la Prefettura di Livorno, in uno dei suoi progetti proprio per le sue capacità di relazionarsi con i vari ospiti della struttura. Qualcosa, però, deve essere andato storto la sera del 7 giugno. Il diverbio con i nigeriani è degenerato, per quanto si è appreso anche perché le cinque persone avevano bevuto degli alcolici e sembravano particolarmente nervose.
L’episodio non avrebbe nulla a che vedere con l’inizio del ramadan. La maggior parte dei profughi provenienti dalla Nigeria alloggiati presso il Saint Vincent, infatti, non è musulmana.
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