Sicurezza
Trovato un osso umano sulla spiaggia, è una tibia
San Vincenzo, la macabra scoperta sul litorale nord in zona Conchiglia. Il mare lo avrebbe usurato parecchio, segno che è rimasto in acqua a lungo
SAN VINCENZO. Quando due pomeriggi fa, sulla spiaggia di San Vincenzo, davanti all’hotel Villa Tramonto ha visto quell’osso ha avuto pochi dubbi. E si è rivolto ai carabinieri della locale stazione. Potrebbe trattarsi di una tibia. Il mare lo avrebbe usurato parecchio, segno che è rimasto in acqua a lungo. Saranno gli accertamenti disposti dalla Procura di Livorno a tentare di fare luce sul mistero.
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La parte di un arto inferiore, probabilmente una tibia, è stata trovata in acqua vicino alla battigia dal sanvincenzino Gilberto Galligani. Nel pomeriggio di sabato 4 giugno si stava concedendo un bagno in mare, una pausa dalla sua attività di gestore con la famiglia dell’hotel Villa Tramonto, quando si è imbattuto nell’osso. «Sono miope e in un primo momento ho creduto che potesse trattarsi di un pezzo di legno – racconta Galligani –. Solo avvicinandomi e prendendolo in mano mi sono reso conto che si trattava di un osso e per le dimensioni ho ritenuto che potesse essere umano. Per questo l’ho portato a riva e appena ho potuto mi sono recato alla caserma dei carabinieri».
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I militari la mattina del 6 giugno hanno provveduto a raccogliere il reperto consegnato da Galligani e la sua testimonianza sul macabro ritrovamento. «Ho descritto com’è che mi sono imbattuto in quell’osso», dice. Dell’episodio è stata informata la Procura di Livorno a cui spetterà il compito di predisporre i necessari accertamenti.
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Sulla spiaggia, dopo le mareggiate, di ossa se ne depositano parecchie. Ossa di animali, la maggior parte delle volte, che arrivano portate dai fiumi e dai torrenti, trasportate lungo il litorale dalle correnti. Ossa che restano in mare e che poi si adagiano sulla spiaggia. Ma rispetto a quelle che spesso i bagnanti trovano sulla battigia e sono parte dello scheletro di animali, quello scoperto nel pomeriggio del 4 giugno potrebbe appartenere a una donna. Almeno così sembrerebbe, secondo il parere del medico a cui è stato sottoposto il reperto per un primo esame. Ha le caratteristiche compatibili con quelle di una tibia di una donna di altezza tra 1,50 e 1,55 metri.
Di altre parti di scheletro, che avrebbero magari svelato qualche elemento in più, non è stata trovata traccia a San Vincenzo. Quello che è apparso subito chiaro, è che quell’osso, in acqua, c’era stato parecchio prima di finire sulla riva antistante la spiaggia di Villa Tramonto. Lo stato d’usura è avanzato. E spetterà al laboratorio di analisi della medicina legale dire da quanto tempo si trovasse in balia delle onde.
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