Il Tirreno

CANTI PARTIGIANI

La Repubblica festeggiata con Mameli e Bella Ciao

La Repubblica festeggiata con Mameli e Bella Ciao

ROSIGNANO. Il coro partigiano dell'Anpi di Rosignano e Castagneto Carducci, diretto dal maestro Giorgio Regalli, ha portato nell'ambito delle celebrazioni per il 70º anniversario della proclamazione...

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ROSIGNANO. Il coro partigiano dell'Anpi di Rosignano e Castagneto Carducci, diretto dal maestro Giorgio Regalli, ha portato nell'ambito delle celebrazioni per il 70º anniversario della proclamazione della Repubblica e del diritto di voto alle donne, i canti popolari del Paese, all'Isis Mattei di Rosignano, organizzando una lezione di storia con il vicepresidente dell'Anpi Giacomo Luppichini e il presidente Francesco Giuntini. Il coro dell'Anpi è nato il 29 gennaio 2014 alla spiaggia del Lillatro di Rosignano Solvay, dove venne fucilato nel 1944 il partigiano Oberdan Chiesa. A partire dal Risorgimento, fino ad arrivare alla seconda guerra mondiale, Giacomo Luppichini ha illustrato l'origine dei canti popolari. La canzone da cui parte la lezione di storia del coro dell'Anpi, rivolta alla numerosa platea dei ragazzi dell'Isis Mattei è l'Inno di Mameli, cantato in piedi anche da tutti i ragazzi per poi arrivare a “Camicia rossa garibaldina”. Il tema delle migrazioni è raccontato con “Italia bella mostrati gentile”.

«Questa canzone fu composta nel XIX secolo quando anche in Toscana l'emigrazione di massa era al picco – spiega ai ragazzi Luppichini – un canto di disperazione e di speranza, un canto che ci riporta alle migrazioni di oggi ricordandoci che siamo tutti migranti. Un canto che è velato anche dall'ironia toscana “Italia bella mostrati gentile e i figli tuoi non li abbandonare sennò vanno tutti ni' Brasile”, dice la canzone». La storia dell'anarchico Pietro Gori è raccontata con “Nostra patria è il mondo intero” «Gori fu un grande innovatore, uno straordinario oratore, un avvocato, un musicista e un compositore – racconta Luppichini – questa canzone divenne l'inno dell'internazionalismo libertario, racconta di un mondo senza confini, un mondo di libertà». “Sebben che siamo donne” riporta nella sala del Mattei la voce delle donne, delle contadine, delle mondine che la cantavano nelle risaie mentre “Gorizia” racconta il dramma della Grande guerra e “Here's to you” di Ennio Morricone, cantata da Joan Baez nel film “Sacco e Vanzetti”, racconta la storia dei due anarchici italiani, finiti innocenti sulla sedia elettrica a Charlestown nel 1927. Intervallano le canzoni le letture dei condannati a morte della Resistenza per chiudere con una trascinante “Bella ciao”:«Un canto con un autore sconosciuto ma che intreccia tante storie, dai canti infantili, alle ballate francesi del Cinquecento, alle derivazioni popolari territoriali, fino alle melodie yiddish» conclude Luppichini. (s.t.)

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