Il Tirreno

Pesce palla maculato, l’appello di Arpat

SAN VINCENZO. «La corretta determinazione tassonomica di una specie è possibile solo se esiste la possibilità di analizzare direttamente l’esemplare di cui però nessuno dispone più. Infatti,...

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SAN VINCENZO. «La corretta determinazione tassonomica di una specie è possibile solo se esiste la possibilità di analizzare direttamente l’esemplare di cui però nessuno dispone più. Infatti, trattandosi di un pesce spiaggiato, presumibilmente non raccolto e quindi non conservato, questa possibilità è venuta meno». Sull’esemplare di pesce palla rinvenuto sulla spiaggia di San Vincenzo all’inizio di maggio da Roberto Fulceri e classificato dal direttore dell'Ibem Roberto Bedini interviene l’Arpat.

«Da quello che si può capire dall'unica fotografia a disposizione, l’esemplare in questione potrebbe appartenere più probabilmente alla specie dello stesso genere Lagocephalus lagocephalus, segnalata e campionata nei nostri mari in tempi recenti, che presenta caratteristiche di tossicità simili al pesce palla maculato L. sceleratus ma molto meno marcate, risultando quindi meno pericolosa».

Tutti i pesci palla sono tossici al consumo e per questo il Ministero della salute, già dal 1992, ne vieta la commercializzazione a scopo alimentare ed ha provveduto a diramare le informazioni riguardanti la specie tossica L. sceleratus segnalata dall’Ispra, allertando i servizi veterinari delle Regioni e delle Asl per gli interventi di competenza. I pesci palla si riconoscono per la pelle senza squame e quello maculato si distingue dagli altri pesci palla per la presenza di macchie scure sul dorso. Chiunque catturi o ritrovi spiaggiato un pesce palla è invitato a fotografarlo, conservarlo congelato, separarlo da altri pesci e segnalarlo all’indirizzo di Ispra pescepalla@isprambiente.it.

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