Il Tirreno

Carli: riaprirò la porta del Comune

di Maria Meini
Giamila Carli festeggia la vittoria con la dirigente provinciale Pd Rosa Dello Sbarba
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Giamila Carli festeggia la vittoria con la dirigente provinciale Pd Rosa Dello Sbarba

Intervista alla neosindaca di Santa Luce: «Ha vinto il cuore, la mia gente ha capito»

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SANTA LUCE. La maratona elettorale e la notte insonne non hanno scalfito il proverbiale entusiasmo di Giamila Carli. La “zarina”, era soprannominata a Cecina, a Santa Luce gli avversari le hanno affibbiato il nomignolo di “signora del mare” per via della residenza cecinese. Lei ribatte secca: «Che diranno ora? Che la signora del mare è tornata in collina». Da lunedì mattina (6 giugno) la neo sindaca è in Comune: incontra i dipendenti, spulcia le carte. Nessun avvicendamento, neppure un formale scambio di consegne, con il sindaco uscente. Il clima è ancora molto teso: «Non mi ha neanche dato la mano», dice la Carli. E in paese si vocifera che Marini sia uscito dal suo ufficio portando con sé due vasi di fiori che gli avevano regalato.

Giamila Carli, qual è la prima cosa che farà come sindaco?

«Riaprirò la porta centrale del Comune che dà sulla piazza del paese, l’ho già chiesto all'ufficio tecnico e al segretario comunale. Domattina (7 giugno) mi insedio: alle 9,30 incontrerò tutti i dipendenti, compresi gli operai esterni e il segretario. Ho già visto il bilancio e ci sono cose importanti che la prefettura mi sollecita a fare. A partire dall'approvazione del consuntivo. I dati di Pennesi sono reali, non hanno rispettato i vincoli del patto di stabilità e a luglio scade la prima rata di un mutuo da 500mila euro. Per questo abbiamo l'urgenza di approvare il bilancio consuntivo: 15, 20 giorni al massimo, il tempo per convocare il consiglio comunale».

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Come ha festeggiato la vittoria? «Con tutti i candidati consiglieri, con la gente che è venuta nella sezione del Pd domenica, era strapiena la sezione, compresi tanti cittadini di Orciano che ho ritrovato. E per finire spaghettata a mezzanotte».

È pronta la giunta?

«No, mi ci vorrà un po' di tempo. Prima voglio incontrare gli uffici come ho detto per capire come stanno le cose sul bilancio, e l’ufficio tecnico. Il 7 giugno alle 18.30 incontrerò tutto il gruppo e il comitato elettorale. Posso fare anche nomine esterne, il primo è stato proprio Marini con la Mariottini. Posso dire già da ora che prenderò chi mi serve, persone che mi aiutino concretamente, perché non sono per l'uomo solo al comando. Non escludo esterni, ma non pescherò dai non eletti».

Avrà un capogruppo molto giovane, Matteo Bertini, il più votato.

«Io proporrò lui, poi decideremo con il gruppo».

Una bella rivincita su chi l'accusava di dover trovare un posto di lavoro dopo la rottura col sindaco di Cecina.

«Sì, e non solo. Una bella rivincita anche con chi ha deciso di non mettersi in discussione e accettare il percorso delle primarie. I cittadini hanno bisogno di una politica che si confronti e dialoghi. Qui invece c’è stata una chiusura netta e penalizzante, e l’hanno pagata. Vuol dire che avevamo visto giusto. È emblematico guardare chi entra in consiglio per la lista Marini, nemmeno un consigliere del Pd. Solo la Mariottini, che è socialista, e Maja Spikic, la moglie di Morelli, ex vicesindaco nella giunta Pennesi, capogruppo della destra, candidato per Fratelli d’Italia alle regionali».

Non pensa più a Cecina?

«No, ora penso a Santa Luce, però risiedo a Cecina e seguo le vicende cecinesi come cittadina attenta e curiosa. Ma la mia attenzione, la responsabilità e il cuore sono a Santa Luce, per questa gente che mi ha accolto con grandissimo affetto. Dicevano (gli avversari, ndr) che mi avevano mandato via da Cecina a pedate nel culo, invece sono venuta via io, e ci vuole coraggio a rompere con qualcosa in cui non ci si riconosce più».

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Si aspettava un risultato del genere?

«Conosco la mia gente e la mia gente conosce me. Il risultato di queste elezioni dimostra che le radici sono importanti: in questi mesi sono stata ospite di quasi tutte le famiglie di Santa Luce, che mi hanno invitato facendomi sentire a casa come se non fossi mai andata via. Io ho portato qui le istituzioni e il partito perché questo territorio ne ha bisogno, dopo che per 5 anni non si è vista una visione strategica, come hanno detto Gelli e Mazzeo. Una grossa soddisfazione per me che non sono una renziana della primora, né sono salita sul carro del vincitore. Gli altri hanno fatto una campagna elettorale porta a porta, in modo distorto: hanno detto che volevo fondere il Comune con Rosignano, che portavo via i servizi, bugie di chi non ha idee. Noi abbiamo parlato di idee e contenuti nelle iniziative pubbliche e la gente ha capito».

Lei non ha votato a S. Luce perché è residente a Cecina, continuerà a vivere a Cecina?

«Sì, ma è come se non fossi mai andata via da Santa Luce, dove sono vissuta fino a 42 anni. Il mio conto corrente e quello di mio marito sono ancora alla banca di Santa Luce».

Le prime cose che farà per il suo comune?

«Andare a Volterra e incontrare la dirigenza della Cassa di risparmio di Volterra perché il bancomat di Pomaia resti aperto; occuparmi del bilancio per rimetterlo sul binario giusto, perché solo così posso fare una programmazione, consapevole dell'impegno che il partito ha preso con questo territorio e confermato nelle telefonate e messaggi che ho ricevuto».

Uno dei leit motiv della sua campagna elettorale è stato “far uscire Santa Luce dall'isolamento in cui l'ha confinata la giunta Marini negli ultimi 5 anni”. Che cosa farà per rompere l'isolamento?

«Punto su sviluppo e crescita, e questo si ottiene solo stando ai tavoli istituzionali e decisionali. E sarò implacabile nel rispetto degli impegni che hanno promesso».

I suoi avversari l'accusavano di voler accorpare il Comune. Lei e il vicesegretario regionale Pd Mazzeo avete detto che fusioni o accorpamenti non sono in programma. Conferma?

«Confermo e aggiungo che la mia idea è quella che è venuto a sostenere qui Ermete Realacci, che ha presentato una legge per la valorizzazione dei piccoli comuni in discussione in Parlamento. Si parla di integrazioni di servizi e collaborazioni, non di fusioni».

Cosa vuole dire ai suoi cittadini da sindaca?

«Voglio dire grazie a tutti per l'affetto e l'accoglienza, li ripagherò con lo stesso affetto e la grinta che ho messo sempre nel fare politica. Ho ricevuto più di 500 messaggi di congratulazioni: da amici, sostenitori e avversari. Tengo a dire che il primo a congratularsi per la mia vittoria è stato Paolo Barabino (capogruppo di Forza Italia a Cecina)».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

@mariameini

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