Sterilizzazione dei ferri chirurgici c’è un esposto alla Corte dei conti
Le scelte dell’Azienda Usl 6 e dell’Estav segnalate anche all’Autorità nazionale anticorruzione All’origine la revoca della gara con cui dare in appalto il servizio per i 4 presidi ospedalieri
CECINA. È legittimo fare ripetuti affidamenti diretti e senza gara ad un’azienda? Sono sette in tutto, per un totale di 3,6 milioni di euro al netto dell’Iva, nell’arco di tre anni e dieci mesi. Una pratica ripetuta, con una gara per quelle stesse prestazioni mai portata a termine. La domanda è sul tavolo della Corte dei conti e dell’Autorità nazionale anticorruzione. Ha la forma di un esposto e investe le scelte dell’Asl 6 di Livorno e dell’Estar in merito al servizio di sterilizzazione con fornitura a noleggio dello strumentario chirurgico per gli ospedali di Livorno, Cecina, Piombino e Portoferraio. A firmarlo è la Sogesi Spa che per quell’attività aveva preso parte alla gara indetta nel 2012 dall’Azienda sanitaria.
La gara non è mai stata portata a termine. E su questo è in corso da anni una battaglia a colpi di carte bollate nelle aule dei giudici amministrativi. Nel frattempo sono avvenuti gli affidamenti diretti del servizio, giustificati sempre con l’estrema urgenza che impedisce l’aggiudicazione dell’appalto. Affidamenti alla Servizi Ospedalieri Spa che per l’Asl 6 aveva l’appalto del lavaggio e noleggio della biancheria. Oltre alla pratica i dubbi sono alimentati dalla scoperta tardiva che avrebbero, anzi avremmo, potuto spendere la metà avvalendosi dell’Azienda Ospedaliera di Pisa.
È il 29 gennaio 2014. Il direttore sanitario dell’Asl 6 afferma che la spesa per il servizio se affidato alla Azienda Ospedaliera di Pisa sarebbe stata del 50% in meno. Eppure il 10 marzo dello stesso anno e il 27 giugno viene rinnovato l’affidamento all’impresa privata Servizi Ospedalieri. Pratica che si interrompe alla fine di ottobre 2014 quando la sterilizzazione passa in capo all’Azienda Ospedaliera di Pisa.
L’esposto è solo l’ultimo atto. Nel mezzo ci sono un primo ricorso al Tar della Toscana vinto dalla Sogesi e confermato nel secondo grado di giudizio in cui si ordina all’Asl di concludere la gara e aprire le buste con le offerte economiche. E un nuovo ricorso sulla stessa materia. Anche in questo caso è favorevole all’impresa del Gruppo Schultze, specializzato nei servizi per la sanità e l'industria, che nel 2013 ha inaugurato uno stabilimento a Ponsacco in cui lava e sterilizza i dispositivi medici e la biancheria per ospedali, cliniche, strutture alberghiere e termali. Un investimento da 13 milioni di euro.
Che cosa dice il giudice amministrativo? La revoca della gara non può essere fatta a cuor leggero: lo sottolinea il Tar Toscana nella sentenza 467 del 15 marzo 2016. Prima di concludere la selezione, l’Azienda sanitaria locale aveva revocato il bando di gara ritenendo fosse conveniente internalizzare, cioè gestire in proprio il servizio. Gara che prevedeva l’appalto per 5 anni a fronte di una base di gara di 22,5 milioni di euro.
La contesa è sulle motivazioni alla base della scelta di revoca della gara, che si è interrotta alla valutazione delle offerte tecniche senza aprire le buste con le offerte economiche dei concorrenti, da una parte la Sogesi e dall’altra l’associazione temporanea di imprese tra Servizi Opsedalieri Spa e Servizi Italia Spa.
Per liberarsi dal procedimento di gara e internalizzare il servizio l’Asl per il Tar deve dimostrare la possibilità di conseguire forti risparmi di spesa, individuare le criticità delle operazioni, attualizzando l'esame dei fabbisogni sulla base di dati certi e non presuntivi. A tal fine, prima di decidere di internalizzare, l’amministrazione deve inoltre tener presenti le offerte che le sono pervenute grazie alla procedura di gara: le offerte sono infatti segrete e tutelate da riservatezza, ma solo ai fini dell’imparzialità della gara, sicché possono essere aperte ed utilizzate per conoscere il costo effettivo di un eventuale affidamento esterno. Invece, l’Asl resta ferma nel proposito di non aprire le due buste e si è rivolta di nuovo al Consiglio di Stato. L’udienza in cui sarà discussa l’istanza cautelare di sospensione non è ancora fissata.
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